A tavola con la tradizione: la giuria

Un programma di incontri bene articolato come quello previsto dal progetto “A tavola per prevenire, per guarire, per integrare” , non poteva che considerare il tema dell’inclusione culturale anche attraverso un’idea che stimolasse quanto più possibile la cultura del cibo. Voglia di Vivere ha scelto di valorizzare l’immenso patrimonio rappresentato dalla dieta mediterranea con il concorso “A tavola con la tradizione. In cucina fra le sponde del Mediterraneo” (leggi il REGOLAMENTO), invitando le persone a scrivere la ricetta che hanno più cara nella scatola dei loro ricordi per partecipare alla simpatica competizione.

Competizione che, nel peggiore dei casi, darà il piacevole sapore di… inchiostro? Non quello spruzzato da qualche cefalopode, ingrediente prelibato di alcune ghiottonerie, bensì quello che servirà a stampare librettino in cui saranno raccolte tutte ricette pervenute per la gara. Nel migliore dei casi, invece, potrà scapparci anche un premio, come previsto dal regolamento.

E come ogni competizione che si rispetti… abbiamo una giuria più che qualificata per valutare ciò che arriva: noi pensiamo proprio di aver trovato delle giudici ineccepibili. Per conoscerle cliccate sulla loro immagine.

Francesca Rafanelli (foto di Laura Pelagatti)

Alberica Girardi

Lisa Sequi

Piccoli, immensi aiuti

Articolo realizzato a cura dall’ambulatorio nutrizionale di Voglia di Vivere

Il consumo regolare di frutta e verdura è altamente consigliato per il loro valore nutritivo. Infatti, oltre all’importante apporto di fibra, sono le principali fonti di sostanze antiossidanti e di sali minerali.

Ma cosa si intende per sostanze antiossidanti? Questo termine comprende tutte quelle sostanze che contrastano o rallentano l’attività dei radicali liberi che si formano dai processi di ossidazione. Questi sono processi che avvengono naturalmente e continuamente all’interno del nostro organismo e sono alla base del processo di produzione di energia a partire dagli alimenti che consumiamo. I radicali liberi che si formano sono quindi dei prodotti di scarto di tali reazioni e sono molecole contenenti ossigeno altamente reattive che, se presenti in elevate quantità, possono costituire un rischio per la salute. Il ruolo degli antiossidanti è quello di captare queste molecole reattive e “immolarsi” ossidandosi al posto di altre molecole per limitare possibili danni.

Gli antiossidanti sono tantissimi e di diversa natura: antociani, fenoli, beta carotene, vitamine E e C e molti altri ancora. Queste molecole sono però tanto benefiche quanto instabili: tendono infatti a degradarsi nel tempo soprattutto se esposte a temperature elevate (fatta eccezione per la vitamina E). La gestione e la cottura degli alimenti risulta quindi essere decisiva nel mantenimento del loro potenziale antiossidante.

Il consumo di frutta e ortaggi crudi, preferibilmente freschi, permette una corretta assunzione di sostanze antiossidanti. In alternativa, le cotture da prediligere sono quelle che permettono un’esposizione al calore per il minor tempo possibile. La cottura a vapore e in pentola a pressione rappresentano dunque la scelta migliore sia per i brevi tempi di cottura, sia per il limitato contatto con l’acqua e quindi il limitato passaggio delle sostanze nell’acqua di cottura.

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Una mela al giorno…

Sgombriamo il campo dai luoghi comuni, e impariamo (o reimpariamo) a fare la spesa, perché molto del nostro benessere parte proprio da lì: dalle scelte che facciamo su cosa acquistare e, non da meno, dove acquistarlo.

A cura di Lisa Sequi, responsabile dell’ambulatorio nutrizionale a Voglia di Vivere, e in collaborazione con ISPRO e la dottoranda Teresa Facchini, inizieremo a proporre una serie di… chiamiamole riflessioni alimentari, proprio allo scopo di fornire le indicazioni per una spesa alimentare che sia quanto più consapevole, responsabile, ovvero adeguata a supportare il nostro star bene.

Perciò, di seguito vi proponiamo, un menù di articoli saporiti e salutari: e non pensiate che la cosa non finisca qui, perché… abbiamo messo a bollire in pentola altre sorprese gustosamente interessanti!

Se avete Voglia di… mangiarsano, eccovi serviti!

 

 

 

 

Quella polvere che sa di magia

In ogni magia che si rispetti, per farla scaturire serve una formula evocativa, da pronunciare per richiamare l’incantesimo. Perciò… xocoati! Ecco la parola magica che fa sprigionare una polvere sopraffina, delizia che prima rapisce l’olfatto e il palato, per poi diffondersi in piacevolezza percepita da tutti i sensi.

Polvere magica che si ottiene dalla pianta del cacao, cui il Linneo dette il nome di Thobroma, ovvero alimento degli dei, tanto era buono: cibo per pochi, come in effetti fu dopo che il condottiero Fernando Cortés ai primi decenni del 1500 lo portò nella vecchia Europa, a bordo dei sui galeoni.

Le civiltà Precolombiane da sempre ne conoscevano il gusto e le proprietà: sono infatti state rinvenute tracce di xocoati – la bevanda amara dei Maya e degli Atzechi, preparata appunto con la polvere del cacao – in vasi di ceramica databili intorno al 600 a.C., ritrovati in alcune tombe della città di Colha, nel Belize settentrionale. Questi antichi popoli lavoravano i semi della Theobroma cacao, un albero alto dai 6 agli 8 metri, con grandi foglie e fiori di colore rosso che spiccano ovunque, non solo sui rami ma anche direttamente sul tronco.

I frutti – ovvero i baccelli che contengono i semi – sono divisi in 5 “spicchi” contenenti una polpa in cui sono alloggiati i semi, generalmente in numero di 25-40, essiccati dopo la raccolta per estrarne la preziosa polvere che, opportunamente lavorata, diventa il cioccolato.

Amato ma anche demonizzato, sotto un profilo nutrizionale il cioccolato sta recuperando terreno grazie alle proprietà che ne fanno un alimento con effetti positivi sullo stato d’animo e sul sistema cardiovascolare: è ricchissimo di polifenoli, i potenti antiossidanti in grado rallentare i processi di degenerazione cellulare.

Magari bisogna avere l’accortezza di… non esagerare, perché accanto ai nutrimenti buoni come lui, dà anche un apporto calorico molto elevato in termini di grassi e zuccheri: però, mescolando il cioccolato a un pizzico di buon senso, riusciremo a consumarlo con parsimonia, senza rinunciare al piacere. Prendiamone quel tanto che basta per ricaricare corpo e spirito.