Un pomeriggio da ricordare

Ne sentivamo tutti un gran bisogno, e probabilmente è stata questa la chiave principale del successo riscosso dal nostro evento di sabato scorso, 29 maggio 2021. Un evento sospirato, rimandato dal sabato precedente a causa del maltempo, accolto con gioia dalle tante amiche e amici che hanno risposto al nostro invito: d’altronde, c’erano proprio tutti i motivi per accorrere con simpatia nel meraviglioso spazio che ci ha ospitate, il Parterre.

La prima classificata al concorso fotografico 2020, Emanuela Tavella, e Vittorio Gori primo nella classifica popolare su Facebook.

Luogo magico in città, mantenuto pulsante dagli amici della Filarmonica Pietro Borgognoni che da decenni fanno risuonare di vita le mura del suo edificio, il Parterre sta tornando agli antichi splendori grazie alla “voglia di vivere” della banda, che ha molte attinenze con la nostra Voglia di Vivere permettendo ai nostri sodalizi di trovare vie di condivisione e di collaborazione.

Riccardo Ciulli, primo classificato al concorso fotografico 2019, riceve il premio da Rossella Baldecchi, giurata in entrambe le edizioni.

In questo sabato di fine maggio, l’occasione per convocare le amiche e gli amici al Parterre era data dalla premiazione dei nostri concorsi, dai più recenti “Sento, vedo, racconto la Camminata che vorrei” e “A tavola con la tradizione. In cucina fra le sponde del Mediterraneo”, a quello fotografico del 2019 “Sento, vedo, racconto. Il ritratto della salute”, per il quale lo scorso anno non fu possibile (per i noti problemi!) tenere la premiazione.

Una rappresentanza significativa dell’ospedale San Jacopo: da sinistra Mariella Margelli (caposala day hospital oncologico), Monica Chiti (responsabile direzione infermieristica) e, di spalle, Miriam Ricasoli (oncologa).

Ottimi i motivi per far festa, quindi, amplificati come dicevamo all’inizio dal condividere la Voglia di Vivere serenamente un momento di socialità, all’aria aperta. La magia del Parterre si è fatta sentire più intensa del solito, rallegrata questa volta non dalla musica della Filarmonica Borgognoni ma dalla giovialità delle voci, scambievolmente liete di parlarsi guardandosi negli occhi e facendo passare da dietro le mascherine un sorriso di felicità, e già dalle poche immagini che proponiamo traspare la freschezza dell’incontro.

 

Cliccando qui , invece, potete vedere il filmato realizzato per TVL da Gina Nesti.

Chiudiamo questo breve resoconto con le giurate dei concorsi: non tutte erano con noi, ma salutiamo e ringraziamo Francesca Rafanelli, Lisa Sequi e Laura Pelagatti per la loro disponibilità. Le altre si sono messe in posa con Deanna Capecchi, Presidente di Voglia di Vivere. In posa per la foto ricordo Alberica Girardi, Deanna, Chiara Corsini, Rossella Baldecchi e Sandra Marliani, ritratte davanti a un manifesto molto significativo “Parterre luogo di tutti”… ma cosa significa esattamente?

In cerca di parole

Donne fra loro molto diverse, ma allo stesso tempo molto uguali, hanno appena terminato il primo dei “cammini di parole” organizzati con il laboratorio letterario di Voglia di Vivere. È stata una gran bella esperienza, coinvolgente perché attraverso gli esercizi di scrittura ciascuna ha avuto modo di scoprire alcuni aspetti meno evidenti della propria personalità, ma anche di dare forma a sensazioni che altrimenti sarebbero rimaste chiuse.

Donne uguali, dicevamo, assimilate dal piacere di mettersi a confronto prima di tutto con loro stesse, ma anche predisposte all’ascolto de l’“altra” arricchendosi vicendevolmente, e che proprio per questo possono meglio apprezzare le sfumature che differenziano ciascuna, rispettandole. Il risultato – quello che va oltre gli elaborati, peraltro di grande interesse – è stato il consolidarsi di un senso di amicizia che le trova accomunate nella condivisione di valori, aspettative, consapevolezza verso il futuro.

Presto il laboratorio letterario inizierà un nuovo ciclo di incontri, sempre finalizzato a generare parole che sappiano assecondare le nostre emozioni. Intanto un grazie per l’entusiasmo condiviso dalle prime partecipanti, dando appuntamento al prossimo laboratorio: perché ci sono ottimi motivi per continuarlo!

Per restare aggiornati telefonare o scrivere in Associazione

0573 964345, vogliadivivere@vdvpistoia.org

S.O.S...DECISIONI DA PRENDERE!

S.O.S…DECISIONI DA PRENDERE!

Un centinaio di anni fa, Albert Einstein rivoluzionò la fisica con la sua teoria generale della relatività. Rivelò che il mondo lineare che Newton aveva descritto era incredibilmente più complicato. Nell’ottobre 2017, il premio Nobel per la fisica è stato assegnato a scienziati i cui esperimenti sulle onde gravitazionali hanno dimostrato che Einstein aveva ragione.

Non di molto tempo fa la notizia che Jeff Bezos, fondatore di Amazon, non prende decisioni importanti dopo le 17:00. Questo perché ritiene di non essere abbastanza lucido per fare scelte ponderate.

Le nostre convinzioni

Il presupposto da cui tutti partiamo è che ognuno di noi decida basandosi sulla razionalità. In realtà, però, siamo influenzati da preferenze apparentemente irrazionali nel fare scelte sui benefici, i rischi, il tempo ed i compromessi. Di fatto queste sono piuttosto diverse da quelle che sarebbero previste da freddi, anche se precisi, calcoli quantitativi.
Le nostre convinzioni sono modellate dalle esperienze recenti e da eventi passati. Spesso sovrastimiamo le ridotte probabilità (come i rischi rari di un farmaco) rispetto a quelle di grandi dimensioni (come i benefici dei farmaci). La ragione è la stessa per cui molte persone temono di morire in un incidente aereo più che in uno automobilistico, anche se quest’ultimo è molto più probabile.

Fattori sociali, economici e politici e quelli che hanno a che fare con la “psicologia diffusa”, con la farraginosità del sistema burocratico e via discorrendo contribuiscono alle nostre idee. In una situazione in cui ogni decisione, dall’uso delle mascherine ai lockdown, dal lavarsi le mani alle vaccinazioni, per essere effettiva deve essere necessariamente “di massa”, quindi applicata da tutti con lo stesso grado, non si può non tenere conto della percezione diffusa del rischio, che quasi mai corrisponde con l’effettività del rischio calcolata su base statistica.

Prendere decisioni

In ogni momento della nostra vita siamo chiamati a prendere decisioni. Quante volte ci troviamo stanchi e spossati, incapaci di prenderne con lucidità a fine giornata? Quante altre siamo provati da ore di lavoro senza che si sia fatta alcuna attività fisica?
Secondo Baumeister e colleghi (1998) il presupposto di base è che la capacità degli esseri umani di controllare il proprio comportamento non è illimitata. Può andare incontro a esaurimento. In maniera analoga alla fatica fisica dopo uno sforzo, ogni scelta che la persona compie consuma una parte di risorse interne che non possono più essere utilizzate per processare le informazioni, ragionare sui problemi e, quindi, prendere decisioni.

Man mano che compie scelte, la persona consuma le risorse che quotidianamente ha a disposizione, arrivando a terminarle. In questo senso, quindi, la stanchezza derivante dal prendere decisioni assume il ruolo di indicatore che le risorse interne si stanno esaurendo.
Per quanto la stanchezza dovuta a scelte ripetute sia un fenomeno naturale è vero anche che, ad oggi, siamo esposti ad una quantità di situazioni in cui è richiesta una scelta molto più che in passato.
Una delle conseguenze più evidenti della fatica da decisione è che la persona diventa incapace di fare compromessi e di riflettere sulle opzioni a disposizione, arrivando ad assumere un atteggiamento passivo nei confronti di qualsiasi nuova situazione in cui debba decidere, facendo scelte che possono apparire impulsive o irrazionali.

Cosa ci può essere d’aiuto?

Informarsi, confrontarsi, fare tesoro delle esperienze passate, affidarsi alla scienza e a professionisti, sono alcune delle azioni che possono aiutarci ad alleggerirsi da questa fatica e poter indirizzare le nostre energie verso ciò che ci aiuta a star bene.

 

Claudia Bonari

 

Un concorso tira l’altro

Con maggio iniziano a maturare le ciliegie, frutto preziosamente saporito che induce ai piccoli peccati di gola, quanto mai appropriati visto che… il 22 maggio ci troveremo per parlare allegramente anche di “gola”.

Siamo infatti arrivate alla resa dei conti con i due concorsi promossi in autunno (In cucina fra le sponde del Mediterraneo  e Sento, vedo, racconto la camminata che vorrei): conti fatti con l’aiuto delle rispettive giurie, ovvero quelle ufficiali del concorso di cucina, quelle del concorso fotografico e anche dalle giurie popolari che hanno votato dalla nostra pagina Facebook sia per la gara di ricette sia per quella delle foto.

Ecco, vi abbiamo riepilogato il perché ci sarà da fare festa, non resta che vederci sabato 22 maggio alle ore 16,30: non prendete impegni, raggiungeteci al Parterre di Piazza San Francesco dove, oltre alla premiazione dei partecipanti alle gare, ci saranno ad attendervi altre simpatiche sorprese, frutto della sinergia di intenti fra noi, la Filarmonica Pietro Borgognoni e Giorgio Tesi Group.

E poi, chissà, che ispirati dalle ciliegie – una tira l’altra! – non riusciremo a far venire anche a voi la voglia di partecipare alle prossime edizioni!