Donne in rete

Quello di cui parliamo è un documento frutto di un grande lavoro di collaborazione interassociativo, pensato per rafforzare il messaggio di adesione allo screening mammografico da parte delle donne italiane. Si tratta di un appello alle istituzioni nazionali e regionali affinché riprendano al più presto, con le modalità opportune di protezione dal Covid-19, lo screening mammografico che in quanto Livello Essenziale di Assistenza (LEA) dovrebbe essere garantito in tutte le regioni italiane, nella fascia di età 50-69 anni (in alcune regioni anche 45-74).

In alcune regioni – per esempio in Toscana – lo screening mammografico è ripreso, pertanto è chiaramente possibile riprenderlo senza rischi per le donne, ma contribuiamo tutte a sostenere il messaggio, vediamolo come un’occasione per rafforzare la nostra rete, per far capire che quando le associazioni vogliono, sanno fare rete, sempre nel solco della nostra comune filosofia associativa e nell’ottica della coesione partecipativa.

Per la sensibilizzazione a livello istituzionale, nazionale e regionale, Europa Donna Italia – associazione della quale Voglia di Vivere è membro attivo da fine anni Novanta – sta lavorando a fianco della altre reti associative, nella certezza di avere tutte voi al nostro fianco. Scarica qui Appello per lo Screening di Europa Donna Italia

 

Volontari&

Una associazione come Voglia di Vivere, convoglia su di sé molte figure, prevalentemente femminili, che per comodità possiamo individuare in tre categorie:

  • ci sono le “pazienti in corso”, ovvero donne che stanno seguendo percorsi di cura finalizzati a togliersi dai piedi – anzi dal seno! – il cancro;
  • poi la categoria delle donne che hanno pazientemente attinto alla forza di volontà, superando la fase precedente: sono le volontarie, che avendo provato sulla propria pelle cosa significa aver a che fare con il cancro, donano alle pazienti in corso il proprio tempo e l’esperienza del loro vissuto;
  • infine la terza categoria, le professioniste, operativa per supportare le altre con le proprie competenze.

A proposito di quest’ultima, qualche parola in più va spesa, rappresentando in associazione un mondo numericamente piccolo, ma tanto variegato quanto consistente.

Con l’eccezione del Dott. Leonardo Bronner, Voglia di Vivere vanta un nutrito gruppo di donne preparate in discipline specifiche, ciascuna delle quali con riconosciuti livelli attitudine professionale. Questo perché l’associazione ha sempre preteso di offrire servizi di che fossero qualitativamente impeccabili, e per garantirli si avvale di collaboratori le cui credenziali siano concretamente valide.

Questo è un dato di fatto, oggettivamente dimostrabile, cui va reso merito al gruppo dirigente l’associazione nella scelta di collaboratrici e collaboratori all’altezza dei compiti che sarebbero stati loro affidati. Non da meno, è stata considerata essenziale la capacità di ciascuna nel cooperare con le altre armonicamente.

Discorso che, a maggior ragione, vale con la riforma del terzo settore, in funzione della quale le associazioni di volontariato dovranno gestirsi con criteri che vanno ben oltre il semplice donare la disponibilità del proprio tempo, quando si può. La riforma investe le competenze dei volontari, e di qualunque altra figura sia chiamata ad affiancare i volontari e il Consiglio nelle attività associative, portando competenze il cui apprendimento richiede percorsi dedicati e di non immediata acquisizione.

Si tratta quindi di armonizzare ruoli e conoscenze: cosa non facile da realizzare, ma siccome l’armonia è uno degli ingredienti essenziali al raggiungimento del ben-essere, Voglia di Vivere lo sa, ed è in questa direzione che si impegna a lavorare.

Questo l’elenco delle collaboratrici attualmente attive (clicca sul nome per saperne di più)

 

Zoom e… insieme!

Anche i più refrattari nell’uso della tecnologia, in queste giornate da Covid-19 hanno deposto le armi davanti alle meraviglie dell’informatica, che hanno permesso di accorciare le distanze: solo virtualmente, s’intende, ma l’effetto ottenuto ha portato i suoi benefici. Videochiamate dai telefonini e, ancor più, piattaforme per videoconferenze dove trovarsi e scambiare qualche parola con le persone care, ha dato conforto.

Voglia di Vivere non si è sottratta al richiamo di questo nuovo modo di socializzare, organizzando ieri – martedì 14 aprile – un incontro fra amiche: avvalendosi della piattaforma Zoom (una fra le più semplici per videoconferenze e meeting) alcune delle Signore che più assiduamente frequentano l’Associazione si sono ritrovate per una simpatica chiacchierata. Il merito di questa iniziativa va a Beatrice De Biasi, una delle psicologhe attive a Voglia di Vivere, che molto soddisfatta del risultato ha commentato: “Sono stati minuti di incontro piacevoli, alla fine dei quali ci siamo sentite tutte più rilassate e molto vicine fra noi”.

Il ghiaccio è stato rotto, perciò… prendete nota che martedì 28 aprile alle 17,30 si replica: chiamate pure per essere pronte ad “assembrarvi” con noi.

Vuoi saperne di più?

Chiama Beatrice 333 2521 284, oppure clicca qui

 

 

A tavola senza corona

In questa situazione di emergenza capita che ci ritroviamo a confronto con i nostri conflitti interiori, anche quelli relativi alla alimentazione. Da un lato il cibo consola, in questo clima di indeterminatezza, rappresentando una sicurezza.

Dall’altro lato, e in particolare nelle persone che seguono una dieta o anche in coloro che sono più attenti alla loro forma fisica, si possono vivere veri stati di ansia e conflitto rispetto al proprio peso, al cibo disponibile e alla propria salute. Il rischio è quello di togliere ogni controllo al cibo, alzandoci dalla tavola spiacevolmente pieni o mangiucchiando in continuazione e provando poi emozioni come tristezza, sensi di colpa e insoddisfazione. Come fare a mantenere gratificante l’esperienza alimentare senza subirne le conseguenze?

Innanzi tutto dobbiamo essere consapevoli. Stiamo vivendo un momento di emergenza dove facilmente si tende a mangiare di più. Ma questo momento può essere anche una risorsa per investire su noi stessi, l’occasione per dedicarsi con più attenzione alla preparazione dei pasti e all’educazione alimentare dei più piccoli attraverso il nostro esempio, il cucinare insieme o giocando più semplicemente con le forme dei cibi. Perché non disegnare nel piatto una casetta o degli animaletti, usando verdure tagliate? Non dimentichiamo che attraverso il cibo passano i nostri affetti più cari!

Cercando in internet ho trovato alcuni link interessanti e attendibili che possono risultare utili in questo momento. In particolare il Ministero della Salute segnala un documento della Società Italiana di Nutrizione Umana che suggerisce cosa mangiare ai tempi dell’isolamento. Infatti non esistono diete miracolose contro le infezioni virali. Sicuramente però seguire uno stile di vita alimentare corretto aiuta a facilitare il processo di guarigione e in tempi come questi, di smart working e mobilità ridotta tra le mura di casa, a evitare di mettere su chili di troppo.

Lisa Sequi

Smart is not fat

Lo smart working e il telelavoro sono utili strumenti per lavorare da casa, ma che purtroppo aumentano la sedentarietà, favorendo l’aumento di peso corporeo: se questo avviene, bisogna analizzare criticamente sia l’alimentazione che l’attività fisica abituali, e soprattutto il periodo di obbligo domiciliare non ne va considerato come causa inevitabile.

Essere attenti al proprio peso corporeo significa osservare un’alimentazione saggia e razionale, che non rinuncia alla piacevolezza di sapori vari e gradevoli.

Un risultato soddisfacente è garantito dalla somma di tante piccole e costanti attenzioni: non avere in casa prodotti pronti per il consumo (come lo sono gli alimenti a elevata densità energetica), non assaggiare durante la preparazione dei pasti, portare a tavola solamente ciò che si vuol mangiare ecc… Taluni accorgimenti nella preparazione del cibo tutelano dagli eccessi senza nulla togliere al gusto.

Vanno riconsiderati alcuni pregiudizi diffusi: diminuire i grassi non significa necessariamente ridurre sapore e gradevolezza. Ad esempio, nei dolci burro e margarina possono essere sostituiti dallo yogurt, le torte possono essere farcite con frutta fresca, le crostate di frutta vanno preferite alle torte ripiene.

Un’attenzione particolare deve essere dedicata alle modalità di cottura: i condimenti vanno usati in modo ragionevole e per quanto necessari, possono essere utilizzate pentole a pressione e padelle antiaderenti ecc.

Fra gli spuntini deve essere incoraggiato il consumo di spremute di frutta, frutta fresca (banane, pesche, carote ecc.), alcune preparazioni di verdura. Frutta anche a colazione: l’occasione di stare a casa e di non essere pressati da impegni mattutini è ideale per imparare a fare una buona colazione che contribuisca in maniera significativa ad aumentare gli apporti di minerali e vitamine utili per la protezione delle infezioni.

Per quanto riguarda l’infanzia, è fondamentale l’esempio offerto dai genitori; approfittate di questo momento per coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti ed aumentare la varietà dell’alimentazione. Il cibo deve essere sempre presentato in modo attraente e gradevole con l’offerta della massima varietà possibile di cibi e di preparazioni in termini di odore, sapore, colore e temperatura.

Lisa Sequi

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Cosa metto nel carrello?

Dopo ore di fila per entrare in un supermercato (con il timore che chi ci ha preceduti abbia fatto razzia di prodotti!), fare la spesa potrebbe essere un ulteriore motivo di ansia. Ben vengano, anche in questo caso, i suggerimenti del Ministero della Salute, che ha il compito/impegno di pensare al nostro benessere.

Dal Ministero un interessante articolo su come fare la spesa ai tempi del Covid-19, rispettando le corrette prassi di igiene alimentare.

E sempre dal Ministero della Salute, questa volta in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi (FIC), nell’ambito di un protocollo di intesa fra loro sottoscritto, sono stati realizzati due video: uno, per fornire ai cittadini consigli sugli alimenti da acquistare per fare una spesa intelligente, bilanciata, che duri almeno una settimana , l’altro con le indicazioni su come comportarsi al ritorno a casa per rispettare le principali regole di sicurezza alimentare.

Anche l’Istituto Superiore di Sanità si è impegnato a informare sulla corretta gestione degli alimenti, realizzando un poster in cui fornisce ai cittadini indicazioni su come manipolare gli alimenti, come lavarli, quali dispositivi di protezione sono obbligatori nei supermercati e quali misure igieniche devono essere rispettate da chiunque manipola il cibo.

Riguardo la possibile presenza del virus sulle superfici delle confezioni dei prodotti, l’ISS nel poster informa che sulle superfici il virus può sopravvivere da qualche ora a qualche giorno se queste non vengono pulite o disinfettate o non sono esposte a sole e pioggia, ma anche che il virus è molto sensibile ai disinfettanti a base di cloro e alcol.

L’Istituto ricorda infine che il nuovo coronavirus si trasmette attraverso le goccioline (droplet) o per contatto attraverso le mani, quindi la cosa fondamentale è rispettare le norme igieniche di corretto lavaggio delle mani e mantenere il distanziamento sociale di almeno 1 metro dalle persone.

Lisa Sequi

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La parola ad AIRC

In questo periodo di difficoltà non potevano mancare i preziosi consigli di AIRC – Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, per una sana alimentazione restando a casa.

In uno scenario in continua evoluzione, è normale anche chiedersi se sia necessario modificare la propria alimentazione o se alcuni composti presenti negli alimenti possano aiutare a prevenire il contagio da Covid-19. Ecco in sintesi i consigli di AIRC sull’alimentazione stando a casa.

 

Frutta e verdura: non dovrebbero mai mancare nei pasti principali della giornata, più verdura che frutta. Si suggerisce di consumare circa 5 porzioni di vegetali freschi, possibilmente di diversi colori. Si possono sfruttare questi giorni in casa per mettersi alla prova in cucina, provando nuove ricette. La verdura per esempio può essere usata non solo come un contorno, ma anche come un ingrediente per la preparazione di condimenti per la pasta o i cereali in chicco. Frutta e verdure, inoltre, possono essere degli ottimi spezza fame, da proporre anche ai più piccoli come merenda di metà mattina o pomeriggio.

 

Fonti di proteine: la raccomandazione principale è alternare proteine animali e vegetali, preferendo quando possibile le seconde. Si possono mettere in ammollo i legumi secchi la sera precedente, bollirli durante la mattina seguente e utilizzarli per il pranzo. Se ne possono cuocere quantità più abbondanti, e utilizzare i legumi anche per tortini, salse e burger vegetali, molto apprezzati dai bambini. Se non si ha la possibilità di acquistare pesce fresco, quello surgelato è una valida alternativa. Non è giustificato, invece, fare grandi scorte di carne, sia fresca sia lavorata. Le più recenti evidenze invitano a farne un consumo limitato, in particolare di quella rossa, e a ridurre al minimo quella lavorata, come salumi e insaccati. In una settimana, la carne rossa andrebbe consumata non più di due volte.

 

Carboidrati complessi: non solo pasta e pane. Avere del tempo a disposizione in più per cucinare permette di preparare alimenti che spesso sono poco consumati, per esempio i cereali in chicco. Farro, orzo e avena possono essere ingredienti ideali per preparare primi piatti, zuppe o insalate fredde. Si possono acquistare diversi tipi di farina, preferibilmente integrali, e divertirsi in famiglia a realizzare pane o diversi formati di pasta, un piacevole e gustoso passa tempo.

 

Zuccheri semplici, da limitare: non c’è ragione di mangiare più del solito dolciumi, snack, merendine, biscotti e altri prodotti con una quantità di zuccheri elevata, soprattutto in un periodo di sedentarietà. Un eccesso di zuccheri può portare a un aumento del peso corporeo, favorendo sovrappeso e obesità, con conseguente incremento del rischio di numerose malattie croniche.

Non è vietato concedersi dei piccoli piaceri, l’importante è non esagerare. Si può anche sfruttare il tempo a disposizione a casa per allenarsi a leggere le etichette degli alimenti, un importante passo per acquisire consapevolezza di ciò che si mangia.

L’articolo completo AIRC offre anche suggerimenti di ricette carine con cui mettersi alla prova!

Lisa Sequi

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Quale dieta ai tempi del Coronavirus?

Sarebbe bello che esistesse una “dieta ideale”, quella per star bene e debellare il nemico invisibile. Purtroppo non c’è, ma è possibile seguire alcuni consigli utili per mantenere il benessere quotidiano. Vediamo di seguito le indicazioni (sia chiaro che sono semplici suggerimenti, utili a vivere meglio il momento della difficoltà, non obblighi) che arrivano da SINU – Società Italiana di Nutrizione Umana:

  • non esiste una ricetta alimentare contro le infezioni virali, tanto meno contro il Coronavirus: però una corretta alimentazione e il mantenimento di uno stato nutrizionale ottimale potranno aiutarti a prevenire e nel caso a superare la malattia;
  • la riduzione della mobilità potrebbe ridurre la tua spesa energetica. Per evitare un aumento di peso, porta in tavola solo quello che hai deciso di mangiare, serviti una porzione “giusta” di ogni portata e non aggiungere altro, riduci il consumo di bevande zuccherate e di altri prodotti ricchi di zuccheri, evita l’abuso di sale e di condimenti ricchi di grassi;
  • soprattutto consuma almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, fonti di minerali e vitamine (particolarmente vit. C e vit. A) utili a rafforzare le difese immunitarie e la protezione delle vie respiratorie;
  • sforzati di mantenere una regolare sia pur limitata attività motoria, per es. cyclette, tapis roulant ma anche ginnastica a corpo libero 1 o 2 volte al giorno e cerca se possibile di esporre ogni giorno braccia e gambe al sole per 15-30 minuti per favorire la sintesi endogena di vitamina D;
  • rifletti che la necessità di restare a casa e in famiglia può essere un’opportunità per dedicare maggiore attenzione e un po’ più di tempo alla preparazione di cibi più salutari e più gustosi, nel rispetto delle nostre tradizioni mediterranee: se ne gioveranno la salute ma anche l’umore;
  • non assaggiare durante la preparazione dei piatti e non mangiare mai in piedi e frettolosamente, ma apparecchia ogni volta la tavola: dedica tempo alla convivialità nei pasti perché momento di aggregazione con la famiglia e di utilità per incoraggiare i ragazzi ad avere ogni giorno un’alimentazione varia ricca di frutta, verdura e legumi fornendo loro il buon esempio;
  • fai in modo che i bambini ti aiutino nella preparazione del cibo: in questo modo eviterai la noia e i capricci ed è sempre più divertente e più facile mangiare ciò che si è scelto e si è aiutato a preparare.

Lisa Sequi

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Voglia di… raccontarsi

Ogni promessa è debito, sentenzia un vecchio adagio. Ma non è il nostro caso: per Voglia di Vivere, infatti, aver promesso alle proprie amiche di mantenere attivo il contatto nonostante i tempi difficili, è prima di tutto un piacere. Perciò, eccoci di nuovo qua.

Questa volta abbiamo pensato che, vista la pesantezza dei tempi, potevamo proporvi di raccontare ciascuna le proprie emozioni: paura, stupore, preoccupazione, curiosità… e chissà quante altre, ognuna derivante da vissuti personali diversi.

Non è una novità che possiate parlarne con le psicologhe di fiducia (vale a dire Beatrice e Claudia), ma ciò che vogliamo proporvi è di fare un passetto ancora più avanti, utile per allentare la tensione e guardare la metà piena del bicchiere: vi proponiamo di trovare la voglia di… riempirlo, quel bicchiere, invitandovi a raccontare ciò che provate e condividerlo attraverso Voglia di Vivere, secondo le modalità che ciascuna preferisce: c’è lo spazio sulla pagina Facebook, oppure potete inviare i vostri scritti all’indirizzo vogliadivivere@vdvpistoia.org

Li raccoglieremo perché, più di tutto, ci piace l’idea di trovarsi, magari durante una bella festa da organizzare quando il “ciclone” Covid-19 sarà finalmente passato, e potremo stringerci la mano e brindare insieme alla nuova vita.

Intanto la nostra proposta vuole offrirvi lo spunto per migliorare le giornate a casa: la vostra casa, non una prigione, dove avrete un angolo preferito, quello in cui più vi sentite a vostro agio e quindi perfetto per… organizzarci la postazione di benessere.

Uno spazio tutto vostro, dove rifugiarvi ben vestite, truccate, pettinate, magari accompagnate da una gustosa bevanda, per concedervi un momento di pausa per liberare il cuore affinché non diventi prigioniero della paura.

Far correre la fantasia, proprio come facevate da bambine confidando vostri segreti al diario, e non è necessario diventare romanziera: è sufficiente raccontarsi, quel tanto che basta per trasformare la paura in momento di piacevole ritrovarsi.

 

Nel nome di Elisa

Il cancro si può vincere. Anzi, lo si deve vincere. Una prima vittoria viene dal poterlo chiamare per nome, senza dover utilizzare artifizi esorcizzanti la paura. Un’altra significativa vittoria viene dalla costante diminuzione della mortalità conseguente alla malattia. Ma la vittoria più importante è rappresentata dal modo in cui decideremo di vivere il nostro percorso di cura, mettendo a dura prova la facoltà del libero arbitrio: ci lasceremo sopraffare dalla paura e dalla malattia, o vivremo ogni giorno (anzi, ogni attimo) con il coraggio che la Vita merita? Elisa, su questo, non ha avuto esitazioni. Amava la Vita, e l’ha rispettata fino all’ultimo respiro.

Sua mamma l’ha definita “da bosco”, per la passione verso la naturalezza del mondo, sia vegetale sia animale: laureata in scienze forestali, amava correre verso la libertà in groppa ai suoi destrieri, il cavallo e la moto. È sempre stata una ragazza pratica, tanto da non starsene ad aspettare il lavoro a misura di laurea, preferendo piuttosto un impiego precario ma che le desse l’opportunità di sentirsi autonoma nell’agire. Sembrava che neppure il cancro fosse riuscito a metterle un freno.

Dopo aver scoperto la malattia, con lo stesso entusiasmo con cui ha vissuto si è curata, facendo tesoro dei consigli medici che le avrebbero permesso di mettere al sicuro il suo futuro. Due anni di relativa serenità, poi il cancro è tornato e lei – di nuovo – non ha abbassato la testa: accettò di sottoporsi a una cura sperimentale presso l’Istituto Europeo di Oncologia, a Milano, terapia che prevedeva sedute settimanali fisicamente ed economicamente impegnative. I risultati – clinici – sembravano esserci, di pari passo però cresceva in Elisa il senso di disagio, trovandosi a coinvolgere tutta la famiglia nel percorso di cura: fu a questo punto che nacque lo stretto legame con Voglia di Vivere, che decise di darle un contributo per sollevarla dal peso delle preoccupazioni economiche. Lei ne fu molto contenta e dichiarò che, una volta guarita, non solo avrebbe restituito la somma ricevuta, ma si sarebbe impegnata ad aiutare altre donne giovani, malate e in difficoltà. Purtroppo non ne ha avuta l’occasione, una metastasi molto aggressiva l’ha portata via nel marzo del 2018.

Oggi sono i suoi genitori, Franca e Leopoldo, che si adoperano per realizzare questo desiderio: insieme a Voglia di Vivere hanno dato vita al “Progetto Elisa”, vale a dire una raccolta fondi da destinare appositamente a giovani donne che stanno percorrendo la difficile strada sulla quale Elisa, purtroppo, si è persa.

Perciò… a pensarci bene, anche se sul corpo di Elisa è stato il cancro ad avere l’ultima parola, la partita rimane aperta, sostenuta dalla generosità di molti che hanno creduto nel progetto, arrivato recentemente anche sul tavolo della Regione Toscana, che sta considerando come sostenerlo.

Elisa, quindi, si manterrà viva. Lo farà attraverso ogni donna che potrà vincere – o, almeno, avrà l’occasione di provarci – nel suo nome.

Voglia di Vivere è a disposizione per dare le informazioni di cui avete bisogno, intanto qui potete leggere il regolamento e la domanda contributo