Clicca e vota

Venerdì 15 gennaio si sono chiusi i concorsi che hanno animato piacevolmente questi ultimi mesi. Tirando velocemente le prime somme, vediamo che quello di cucina, “A tavola con la tradizione. In cucina fra le sponde del Mediterraneo”, è andato ben oltre le aspettative: abbiamo 23 ricette in gara, ciascuna delle quali profuma davvero di ricordi piacevoli, e ci indica la via per tornare a mangiare più sano.

Quello fotografico “Sento, vedo, racconto la Camminata che vorrei” è rimasto sugli standard soliti in termini numerici, con le 8 foto arrivate, ma di caratteristiche tali che ci sentiamo di definirle una “riscossa della Natura”. Forse come conseguenza delle restrizioni da Covid, ma quanto arrivato è stato davvero un trionfo di immagini da cui si percepisce quanto bisogno abbiamo per l’ambiente.

La parola passa adesso alle giudici, cui spetta il compito di realizzare le classifiche, per ciascuna delle loro competenze: Laura, Rossella e Sandra per “Sento, vedo, racconto la Camminata che vorrei”, Alberica, Francesca e Lisa per “A tavola con la tradizione. In cucina fra le sponde del Mediterraneo”.

Ma non dimenticate che fino al 21 febbraio avete la possibilità di votare anche voi, come giudici popolari, utilizzando la nostra pagina Facebook per esprimere il vostro voto sulla ricetta o sulla foto che più vi piace: non avete che cliccare sulle icone per scoprire la ricetta e la foto che più… vi “like”!

     

 

 

 

 

 

Il voto è… servito?

Abbiamo iniziato a pubblicare alcune ricette della tradizione inviate per il concorso “A tavola con la tradizione. In cucina fra le sponde del Mediterraneo” e che naturalmente per adesso sono anonime, i nomi degli “chef narratori” sarà svelato solo a fine concorso.

C’è tempo fino al 15 gennaio per iscriversi, tenendo presente che… chi prima arriva più “like” si prende: le ricette si trovano pubblicate nell’evento appositamente aperto sulla nostra pagina Facebook, dove possono essere votate con un semplice “mi piace” che può far vincere la ricetta preferita.

E vuoi scommettere che la giuria popolare dai social esprimerà un parere diverso da quello che darà la giuria ufficiale del concorso? Staremo a vedere!

Intanto… eccole qua, pronte per essere lette (in ordine alfabetico), provate, gustate! E sapere quale sia la vostra preferita.

 

 

La ribollita: trionfo di verdure

La ribollita è un piatto che richiama non tanto la mia infanzia, poiché a Pistoia si è soliti fare la zuppa col pane ammollato, ma non “ricotto”, quanto, invece, un aspetto importante della “contaminazione” positiva ricevuta da mia suocera, contadina proveniente dal Mugello, che preparava un’ottima ribollita, talvolta aggiungendo anche la cotenna di maiale che ho volutamente omesso nella ricetta per rendere questo piatto gustoso ma meno ipercalorico. Ho invece lasciato il prosciutto, poiché rende il piatto più saporito ma con meno necessità di aggiunta di sale.

La ribollita si può accompagnare con spicchi di cipolla rossa cruda (meglio se di Tropea)… chi vuole ne può gustare l’alchimia… e… buon appetito!

La ricetta

INGREDIENTI (per 6 persone):

  • 300 g. fagioli borlotti secchi
  • 300 g. fagioli cannellini secchi
  • 3 zucchini
  • 1 manciata di fagiolini
  • 2 mazzetti di bietola
  • 1 mazzetto di cavolo nero
  • 1 cavolo verza piccolo
  • 2 gambi di sedano
  • 4 carote medie
  • 4 patate
  • 3 pomodori maturi
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 cipolla
  • 1 rametto di pepolino (timo)
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 cucchiai di Olio Extra Vergine di Oliva
  • 1 fetta abbastanza spessa di prosciutto crudo
  • sale e pepe q.b.
  • 300 g. di pane toscano cotto a legna raffermo

PROCEDIMENTO

Mettere l’olio Extravergine di Oliva in un tegame molto capace e far rosolare il prosciutto tagliato a cubetti con la cipolla finché questa non si sarà imbiondita e con l’aglio, il pepolino e il rosmarino.

Unire il pomodoro tagliato a pezzetti e il concentrato.

Aggiungere un po’ di broda dei fagioli preventivamente bolliti, unitamente ai fagioli passati al setaccio (lasciarne da parte qualcuno intero, sia cannellino che borlotto, da aggiungere quasi a fine cottura)

Mettere tutte le verdure spezzettate e ben lavate, partendo da quelle che necessitano di maggior cottura (cavolo, fagiolini, sedano, bietola, carote, patate e, infine, le zucchine).

Aggiungete 4-5 ramaioli di acqua fredda, salate, pepare e fate bollire a fuoco lento per almeno 2 ore. A fine cottura trasferite una buona parte della broda di verdure in una grossa padella.

Incorporate il pane raffermo, tagliato a cubetti (lasciate da parte un po’ di verdura a fine cottura o per diluire il pane se si addensa troppo) e fate cuocere finché il pane si sarà completamente amalgamato alle verdure.

Servire ben calda e aggiungere olio Extravergine di Oliva a crudo, con una macinata di pepe fresco.

Il pane pasquale di Isia

Isia era originaria della zona dell’Orsigna, nell’Appennino Tosco Emiliano, poi, conosciuto Ruggero, si era sposata ed era andata ad abitare a Campo Tizzoro, villaggio costruito dagli Orlando per gli operai della loro grande industria metallurgica S.M.I.
Donna forte, eppure semplice, massaia dai grembiuli a fiorellini, era molto elegante e curata quando usciva; ornava i cappotti con spille dorate e colli di pelliccia che davano al suo bel viso un’aria da gran signora, aveva tra le mura domestiche un carattere ‘pepato’, ma sapeva anche ridere e sorridere ed era una chioccia i nipoti. La ricordo, oltre che con un immenso affetto, sempre con il mestolo in mano. O lo roteava nella nostra direzione a causa delle marachelle compiute o lo girava nei pentoloni sul focolare…

Nei giorni precedenti la Pasqua iniziava la grande lavorazione dei pani pasquali che dopo la benedizione in chiesa avrebbero costituito la base del pranzo del dì di festa.

Venivano ad aiutarla la sorella Elda, i figli Roveno e Silvano, la figlia Silvana, le nuore Elisabetta e Ietta, tutti quelli a disposizione, insomma. Noi bimbetti si assisteva con il naso sul tavolo e gli occhi spalancati verso la grande spianatoia.

Il profumo che si sprigionava dal forno a legna era meraviglioso: era come l’abbraccio della mia grande nonna.

Ricetta

INGREDIENTI (a occhio…)

  • ½ chilogrammo di farina 0
  • 1 ettogrammo di burro e 1 ettogrammo di zucchero
  • un pizzico di sale
  • uvetta a piacere
  • un goccio di cognac o sambuca
  • 2 uova intere
  • 1 bustina di lievito da dolci, o da pane, o lievito di birra
  • anacini a occhio
  • un poco di buccia di limone grattugiata

PROCEDIMENTO

Prendiamo la farina e mettiamola a fontana sulla spianatoia, aggiungiamo la buccia del limone grattugiata, lo zucchero, gli anacini, le uova, il burro sciolto a bagnomaria, il lievito sciolto nel latte, un goccio di cognac e impastiamo.

Poi aggiungiamo l’uvetta precedentemente ammollata. Si lavora bene bene fino a d avere un bel pane. Lo lasciamo lievitare venti minuti sulla spianatoia e intanto accendiamo il forno. I più fortunati useranno un forno a legna.

 

Prendiamo un foglio di carta gialla e lo ungiamo con l’olio di oliva. Ci mettiamo sopra il pane lievitato e mettiamo in forno a 180 gradi per 40 minuti.

 

 

 

 

 

 

 

Pesce spada al piatto

Questa ricetta per me ha il sapore nostalgico della famiglia d’origine, della Sicilia. Mi ricorda quando, da bambina, mia mamma mi portava al mercato del pesce perché… «Il pesce spada va comprato freschissimo» diceva, e voleva le tagliassero la fetta davanti a lei, dal pesce intero, con la testa e la spada perché… «Se il pescivendolo è birbante ti rifila una fetta di pescecane!»

Durante la cottura si sprigionava il tipico odore buono e profumato di pesce, lo riconoscevo subito quando tornando da scuola entravo in casa e lei mi sorrideva dicendomi che aveva fatto il pesce al piatto, quello che fa venire la “voglia di vivere” al solo pensiero di mangiarselo.

La ricetta

INGREDIENTI

  • una fetta di pesce spada fresco
  • pomodori datterini
  • uno spicchio di aglio
  • prezzemolo
  • olio e sale

PROCEDIMENTO

Procuratevi un tegame largo e basso e un vassoio tondo che sia sufficientemente grande da coprire il tegame, perché dovrete cuocere al vapore, e un coperchio adeguato a coprire il pesce nel vassoio.

Per prima cosa riempite di acqua il tegame e portate a ebollizione, nel frattempo lavate il pesce e mettetelo nel vassoio, sistemate attorno i pomodorini tagliati a metà per la lunghezza e l’aglio tagliato in quattro parti. Aggiungete prezzemolo, olio e sale.

 

Appena l’acqua bolle mettete il vassoio sul tegame e coprite con il coperchio. La cottura richiede circa un’ora (dipende dallo spessore della fetta di pesce spada). Di tanto in tanto aggiungete acqua nel tegame.

A cottura ultimata avrete un piatto sano e nutriente con il suo contorno.

Volendo, si accompagna bene anche con patate lesse.

 

Le braciole in salsa della zia Maria Grazia

Il borgo di Cecina di Larciano, posto su un colle a poco più di centotrenta metri di altezza, nell’area del Montalbano, è un paese di antiche origini che nell’età medioevale ebbe un ruolo considerevole in quanto castello posto a guardia dei confini meridionali del territorio comunale pistoiese, insieme a Larciano e Lamporecchio e collegato ad ovest con Serravalle, punto strategico fondamentale. Maria Grazia andava spesso a Cecina di Larciano a trovare la cognata Grazia, moglie del fratello Giorgio, e oltre alle lunghe passeggiate nei colli, alle confidenze sulle vicende familiari, sulle persone che conoscevano, si facevano compagnia cucinando e passandosi le ricette di famiglia.

La cognata amava in particolar modo le braciole al sugo di Maria Grazia, che non poteva tornare nella sua Pistoia se non dopo aver cucinato e diffuso o il profumo della sua ricetta per tutto il borgo di Cecina!

La ricetta

INGREDIENTI

  • 4 braciole di vitello
  • 2 uova
  • pangrattato
  • sale
  • salsa di pomodoro
  • olio di oliva
  • prezzemolo
  • una cipolla rossa
  • 2 acciughe sfilettate

 

PROCEDIMENTO

Sbattere le uova e aggiungere un pizzico di sale. Passare le braciole nell’uovo e dopo nel pane grattugiato. Mettere dell’olio di oliva nella padella e quando è caldo aggiunge le braciole impanate.

 

A parte preparate tegame con prezzemolo e cipolla rossa tagliata sottile e si fa soffriggere piano. Appena il soffritto prende il colore si aggiunge la passata di pomodoro.

 

Si fa cuocere per circa 10 minuti. Dopo si aggiungono due acciughe deliscate e infine si aggiungono le braciole, scolate dall’olio di cottura, e si fanno andare per cinque minuti nella salsa.

 

E buon appetito!

 

Progetti&Contributi

Un sostegno concreto quello offerto dalla Regione Toscana al mondo del volontariato, stabilito con il decreto dirigenziale 8639 dello scorso giugno: anche Voglia di Vivere OdV ha partecipato all’”Avviso pubblico per la concessione ad Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di Promozione Sociale di contributi finalizzati a fronteggiare le conseguenze determinate dall’emergenza sanitaria Covid-19 in ambito sociale – anno 2020“, beneficiando del contributo di € 11.812,00.

La somma è stata utilizzata per mantenere attivi i servizi abitualmente garantiti alle pazienti oncologiche, in primis la consulenza d’immagine, nutrizionale e il supporto psicologico che – soprattutto quest’ultimo – durante il periodo di chiusura forzata nelle abitazioni, è stato particolarmente richiesto.

Grazie alla fattiva collaborazione, la Regione Toscana ha inoltre sostenuto altre delle attività che Voglia di Vivere assicura nella promozione e tutela della salute: in particolare facciamo riferimento ai progetti “Nastro verde: convivere con il cancro” , dedicato alle donne con cancro metastatico, e “A tavola per prevenire, per guarire, per integrare”, finalizzato sia a promuovere stili di vita salutari, sia a dare indicazioni utili a contenere quanto più possibile i fastidi provocati dalle cure oncologiche.

Di seguito, seguendo l’ordine cronologico, il riepilogo dei contributi erogati dalla Regione Toscana a Voglia di Vivere:

  • 24 aprile € 4.032,00 liquidazione anticipo per progetto “A tavola per prevenire, per guarire, per integrare” – mandato 21024-1-2020
  • 8 luglio € 896,00 saldo progetto “Nastro verde: convivere con il cancro” – mandato 43320-1-2020
  • 25 settembre € 11.812,00 D.D. 13890-2020 contributo Covid-19 – mandato 61686-26-2020

La casa di Natale

Voglia di Vivere dà molto alla comunità, ma dalla comunità viene affettuosamente ricambiata: gesti di solidarietà ci fanno capire che quanto facciamo è apprezzato, e ricevere il sostegno della tifoseria che ci segue è l’incentivo migliore per impegnarci a fare sempre meglio. È come… avete presente la classica pacca sulla spalla, quel gesto che simpaticamente ti dice “Condivido quello che fai, e lo sostengo”? Ecco, le vostre pacche sulle spalle dell’Associazione arrivano sempre gradite, sia che si manifestino in forma morale e anche materiale: perché le spese vanno pagate!

E se ai Natali precedenti siete accorsi a scegliere i doni per i vostri cari ai mercatini organizzati con i bellissimi oggetti creati dalle volontarie, quest’anno – in cui il Natale è senza dubbio… insolito? – con una donazione possiamo comunque accompagnare il tempo che verrà per le tante pazienti che si avvalgono delle attività di supporto loro dedicate. E non solo a loro!

Per ringraziarvi abbiamo pensato a un augurio speciale, che sostituirà i piccoli e grandi lavori delle volontarie, una cartolina speciale da recapitarvi e che ci permetterà di entrare nelle vostre case, e in quelle dei vostri cari, per un gesto di affettuosa condivisione dello spirito natalizio: il Sol invictus, colui che non è sconfitto e che porta nuova Luce fra le tenebre della paura. Illuminiamoci a vicenda.

COME DONARE

Elisa ringrazia

Siamo qui per dirvi grazie, prima di ogni altra cosa. Un grazie immenso come la generosità che avete manifestato sostenendo gli intenti di Progetto Elisa con le vostre donazioni, una comunione di sentimenti e scopi in cui cuore e mente si trovano in accordo. Ma, oltra a ringraziare per la fiducia e il sostegno, riteniamo doveroso rendervi parteci delle scelte più recenti prese dalla Commissione del Progetto, di cui anche la mamma di Elisa fa parte.

Intanto, ha ritenuto di poter derogare a un punto del regolamento, quello in cui si afferma che “Il progetto è rivolto alle donne di età inferiore a 45 anni, ammalate di cancro alla mammella”: infatti, è stato considerato che ove ci sia una famiglia che lotta per salvare la vita a un figlio, è lì che un gesto di sostegno concreto debba manifestarsi. Per questo, ha provveduto a versare una somma in favore di una bambina che abita in Candeglia, e che insieme ai suoi cari ce la sta mettendo tutta per essere più aggressiva della patologia che vuole toglierla alla sua famiglia.

Pensiamo con questo di aver dato un primo senso concreto alla vostra fiducia. Ma non ci siamo fermate qui: stiamo definendo un’altra donazione importante, che siamo sicure condividerete… presto ve la racconteremo!

Onda su onda…

Il virus prova a metterci lo zampino ma… noi siamo più resistenti di lui, e dopo aver ricevuto diverse richieste da aspiranti concorrenti per “Sento, vedo, racconto la Camminata che vorrei” e “A tavola con la tradizione. In cucina fra le sponde del Mediterraneo”, abbiamo deciso di prorogare la data per l’iscrizione a entrambi i concorsi.

La “nuova ondata” ha colpito tutti con forza, ma per quanto ci riguarda non abbiamo alcuna intenzione di affondare: quando serve indossiamo la ciambella, e poi impariamo a nuotare!

Perciò, assecondiamo le vostre richieste ma ci aspettiamo di essere sommerse dal vostro entusiasmo nel partecipare alle iniziative che Voglia di Vivere propone.

Quindi, pur mantenendo valide le iscrizioni già pervenute con i precedenti moduli, da adesso in poi coloro che decideranno di partecipare potranno farlo utilizzando queste nuove schede di iscrizione:

La data ultima per iscriversi ai concorsi, con tutti i migliori auspici del caso, è quindi spostata a

venerdì 15 gennaio 2021

AD MAIORA SEMPER!