Antonella, la Madrina

Madrina è la donna cui si affida un compito importante perché rappresentativo di noi, di chi siamo e di cosa vogliamo che – appunto di noi – il mondo sappia.

Aver proposto ad Antonella Mati di essere Madrina del Premio letterario ScriverAndando. Ovvero, riflessioni dedicate al benessere, è la convinzione che incarni tutti gli elementi che ne fanno la perfetta ambasciatrice dei valori da cui la nostra associazione è nata ed è ben cresciuta.

Intanto, da sempre Antonella è al fianco delle associazioni di volontariato, per supportarle durante eventi di promozione e raccolta fondi. Non da meno, è convinta assertrice della necessità di un prendersi cura che è essenziale al ben-essere, personale ma non solo, essendo un ben-essere che coinvolge ciascuno nella consapevolezza delle proprie azioni, anche alle più apparentemente insignificanti ma in definitiva necessarie attenzioni del vivere quotidiano.

E… last but not least, come dicono gli inglesi, dal ben-essere è il risultato della attenzione al prendersi cura, la bellezza del sentirsi appagati con il proprio corpo perché tutt’uno con la propria anima.

Mettendo insieme tutti questi elementi, Voglia di Vivere può solo essere orgogliosa che una donna come Antonella Mati abbia accettato di partecipare a questa nuova piccola-grande avventura del narrarsi, attraverso l’espressione delle comuni riflessioni sul benessere.

 

 

LEGGI IL Regolamento Premio Letteraio

Spicciati!

Voglia di Vivere sta lavorando intensamente, per offrire il 4 ottobre un’altra indimenticabile domenica di ben-essere… la mattina infatti avremo l’11a Camminata in Città, che quest’anno ha per titolo LeggerAndando, in omaggio Pistoia Capitale del Libro.

Il percorso, condotto da Michela Ricciarelli, toccherà angoli significativi della Pistoia letteraria e, ancor di più, delle quattro donne che avremo imparato a conoscere meglio durante gli incontri pensati come… passi di allenamento alla Camminata: Luisa Grace Bartolini, Leda Rafanelli, Egle Marini e Gianna Manzini, presentate da altrettante donne che le hanno studiate ovvero Francesca Rafanelli, Milva Maria Cappellini, Laura Vannucchi e Rossella Baldecchi.

Iscriversi alla Camminata, inutile ricordarlo, è un modo per passeggiare insieme in piacevolezza, guardando la nostra città da una diversa prospettiva: è – anche – però un modo per sostenere i servizi che Voglia di Vivere assicura a sostegno della prevenzione e della cura.

Nel pomeriggio, come ormai consuetudine il Parterre di piazza San Francesco ci attende per chiudere la giornata.

Ma c’è di più…

  • sabato 3 ottobre, nel Giardino della Misericordia in via Bonellina n. 3, vi aspetta la seconda edizione del Villaggio della Salute, con tante attività e con visite di prevenzione ed ecografia alla mammella
  • domenica 4 sarà anche il giorno di apertura ufficiale delle iscrizioni per il concorso letterario ScriverAndando, cui tutti i cittadini possono partecipare

Quindi… cosa aspetti a iscriverti? Spicciati!

PROCEDI CON L’ISCRIZIONE

 

Gianna e Rossella

Voglia di Vivere si prepara a muovere i passi finali della rassegna voluta per avviarsi alla 11a Camminata in Città di domenica 4 ottobre.

Come da programma, alle ore 17 di mercoledì 16 la protagonista di LeggerAndando – rassegna promossa dalla associazione in adesione al Patto per la Lettura di Pistoia Capitale del Libro – sarà Gianna Manzini, già incontrata altre volte dalle donne di Voglia di Vivere per la narrazione terapeutica.

Questa volta, però, soggetto dell’incontro saranno il capolavoro scaturito dalla emozionalità di Gianna e i pennelli di una donna non meno profonda, che hanno reso viva attraverso un’opera d’arte in cui il nome delle donne resterà indissolubilmente legato, per l’eternità.

L’opera si chiama Il cielo addosso, ed è stata realizzata dall’artista Rossella Baldecchi in un trittico, appositamente creato per essere esposto nella Sala Manzini della biblioteca San Giorgio: la stessa Sala dove Voglia di Vivere da appuntamento alle amiche pistoiesi per parlare del Ritratto in piedi – che a Gianna valse nel 1971 il Premio Campiello – e del ritratto Il cielo addosso, che dal e al libro è ispirato.

Gianna e Rossella sono accomunate anche dall’essere figlie discrete della nostra città, ma la loro riservatezza non le rende incapaci di gridare con forza contro ogni genere di sopruso, che a gran voce ciascuna professa attraverso la propria arte.

Due grandi figure che si vanno a unire a quelle considerate negli incontri precedenti, completando un quadro molto ricco della cultura cittadina: la foto della copertina mostra Rossella Baldecchi accanto alla figura femminile dell’opera, insieme a loro Alessandra Chirimischi che durante l’incontro, l’accompagnerà affiancandola nel mostrare al pubblico Gianna e l’opera a lei ispirata.

 

La Giuria del Premio letterario

La Giuria del Premio letterario ScriverAndando. La mia idea di benessere – vedi Regolamento Premio Letteraio – è composta da tre persone a vario titolo competenti nella materia: di seguito le presentiamo, seguendo l’ordine alfabetico.

Luca Bonistalli    È libraio dal 1998, prima a Quarrata poi – dal 2007 – a Pistoia, città dove è nato lo stesso anno dell’uscita di Satisfaction dei Rolling Stones. La sua libreria indipendente si chiama Fahrenheit 451. Oltre che consigliare libri a clienti sempre più esigenti, si occupa da oltre vent’anni di promozione alla lettura nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Pistoia. È giornalista pubblicista, ha collaborato e collabora con quotidiani e periodici locali e nazionali, seguendo lo sport e le pagine dello spettacolo. Appassionato di musica, è stato per un anno responsabile dell’ufficio stampa del Pistoia Blues Festival.

Alessandra Chirimischi        Il mestiere di giornalista l’ha imparato lavorando alla redazione del mensile Pesca in Mare, per poi mettere l’esperienza al servizio della comunicazione sociale e sanitaria dopo essersi scontrata con il cancro. Freelance per la testata Thedotcultura.it e con la cronaca locale de La Nazione, si occupa di editing per vari autori, che per senso etico non cita. Applica le competenze editoriali anche nell’ambito della formazione, per esempio il libro A cuori scoperti, pubblicato da Romina Valentini Editore, è il risultato di uno dei laboratori di narrazione terapeutica organizzati con Voglia di Vivere. Lo scorso marzo è uscito il suo libro Quando il mare profumava di salsedine, un memoir sul quale ha scommesso Maria Pacini Fazzi Editore, di Lucca.

Romina Valentini        Iniziò quasi per gioco, nel 2017, a realizzare libri illustrati su stoffa che trovarono subito ottimi consensi. Decise così di dare il proprio nome alla Casa Editrice Romina Valentini che debuttò nel mercato editoriale con I librini della Felicità, seguiti dalla raccolta Poesie d’amore e tutto iniziò con Laura. Oggi conta un bel catalogo di pubblicazioni, il cui fil rouge è la creatività che contraddistingue ogni libro che Romina cura sotto ogni aspetto, a cominciare da una grafica attenta a valorizzare contenuti insoliti, ma che l’editrice seleziona secondo il proprio fiuto di lettrice raffinata, sempre attenta a proporre temi attenti dalla realtà, a cominciare dal voler valorizzare autori emergenti, insieme ai quali costruire un cammino di comune interesse culturale. L’ultima pubblicazione Dumas, è un libro per bambini in concorso all’edizione 2026 del Premio Rodari, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Omegna, in collaborazione con il Parco della Fantasia Gianni Rodari. Per consultare il catalogo completo: www.rominavalentinieditore.it

 

Un Premio per la Camminata

Deanna Capecchi, Presidente di Voglia di Vivere OdV, racconta il motivo per cui l’associazione ha scelto di proporre il Premio Letterario ScriverAndando. La mia idea di ben-essere

Partiamo dal nome, come mai è stato scelto di chiamare il premio ScriverAndando?

Le attività che svolgiamo non sono mai fini a se stesse, per crescere bisogna dare continuità, imparando da quanto fatto – magari commettendo anche qualche errore – per migliorarsi, continuamente. Il nome si ispira al titolo della Camminata di quest’anno, ovvero LeggerAndando, pensata in omaggio a Pistoia Capitale del Libro ma a sua volta ispirata da quella del 2025, cioè CuriosAndando, perché aveva come tema la toponomastica più curiosa fra le vie cittadine.

La scelta è stata in conseguenza di questo, e con l’intento di dare importanza al Patto per la Lettura, al quale abbiamo aderito con entusiasmo, proponendo un programma a tappe che valorizzasse il benessere attraverso la cultura, con un percorso di avvicinamento alla Camminata in Città, che rimane il nostro evento “fiore all’occhiello”. Protagoniste quattro donne che, nella letteratura pistoiese, hanno avuto ruoli rilevanti: Louisa Grace Bartolini, Leda Rafanelli, Egle Marini e Gianna Manzini, a ciascuna è delle quali abbiamo dedicato un incontro, affidandone la cura ad altrettante donne che ne hanno studiato aspetti rilevanti della vita: Francesca Rafanelli, Laura Vannucchi, Milva Cappellini e Rossella Baldecchi.

 

Un programma ambizioso, quindi, che con la Camminata in Città trova la sua espressione più alta.

Non esattamente: il programma prevede, infatti, un quinto incontro – al Bar Nazionale, che tanto si adopera per la cultura – pre-Camminata, in cui a essere protagonista sarà la narrazione terapeutica, con tutti i benefici che comporta. Non siamo nuove a questa esperienza, avendo più volte tenuto laboratori letterari, affidandone la cura ad Alessandra Chirimischi, e che hanno portato a pubblicare il libro A cuori scoperti, con Romina Valentini Editore. Sarà anche l’occasione per promuovere il Premio letterario che, in definitiva, è un’importante modalità di ascolto, un’attenzione che permette alle persone di manifestare il proprio pensiero sul tema della salute, secondo i contenuti che desidera.

E domenica 4 ottobre chiuderemo la Camminata come ormai ci piace fare: tutte insieme, questa volta al Quisicosa della Galleria Vittorio Emanuela, ricordando i motivi per cui ci ritroviamo a trascorrere questa giornata celebrando la salute, l’amicizia, la solidarietà.

SCARICA IL Regolamento Premio Letteraio

 

Nel nome di Elisa

Il cancro si può vincere. Anzi, lo si deve vincere. Una prima vittoria viene dal poterlo chiamare per nome, senza dover utilizzare artifizi esorcizzanti la paura. Un’altra significativa vittoria viene dalla costante diminuzione della mortalità conseguente alla malattia. Ma la vittoria più importante è rappresentata dal modo in cui decideremo di vivere il nostro percorso di cura, mettendo a dura prova la facoltà del libero arbitrio: ci lasceremo sopraffare dalla paura e dalla malattia, o vivremo ogni giorno (anzi, ogni attimo) con il coraggio che la Vita merita? Elisa, su questo, non ha avuto esitazioni. Amava la Vita, e l’ha rispettata fino all’ultimo respiro.

Sua mamma l’ha definita ragazza “da bosco”, per la passione verso la naturalezza del mondo, sia vegetale sia animale: laureata in scienze forestali, amava correre verso la libertà in groppa ai suoi destrieri, il cavallo e la moto. È sempre stata una ragazza pratica, tanto da non starsene ad aspettare il lavoro a misura di laurea, preferendo piuttosto un impiego precario ma che le desse l’opportunità di sentirsi autonoma. E sembrava che neppure il cancro fosse riuscito a metterle un freno.

Dopo aver scoperto la malattia, con lo stesso entusiasmo con cui ha vissuto si è curata, facendo tesoro dei consigli medici che le avrebbero permesso di mettere al sicuro il suo futuro. Due anni di relativa serenità, poi il cancro è tornato e lei – di nuovo – non ha abbassato la testa: accettò di sottoporsi a una cura sperimentale presso l’Istituto Europeo di Oncologia, a Milano, terapia che prevedeva sedute settimanali fisicamente ed economicamente impegnative. I risultati – clinici – sembravano esserci, di pari passo però cresceva in Elisa il senso di disagio, trovandosi a coinvolgere tutta la famiglia nel percorso di cura: fu a questo punto che nacque lo stretto legame con Voglia di Vivere, che decise di darle un contributo per sollevarla dal peso delle preoccupazioni economiche. Lei ne fu molto contenta e dichiarò che, una volta guarita, non solo avrebbe restituito la somma ricevuta, ma si sarebbe impegnata ad aiutare altre donne giovani, malate e in difficoltà. Purtroppo non ne ha avuta l’occasione, una metastasi molto aggressiva l’ha portata via nel marzo del 2018.

Oggi sono i suoi genitori, Franca e Leopoldo, che si adoperano per realizzare questo desiderio: insieme a Voglia di Vivere hanno dato vita al “Progetto Elisa”, vale a dire un fondo affidato alla associazione, alimentato dalla famiglia tramite donazioni specifiche e utilizzato in favore delle giovani donne che stanno percorrendo la difficile strada sulla quale Elisa, purtroppo, si è persa: rimane però aperta la partita sostenuta dalla generosità di molti che hanno creduto nel progetto, così che Elisa si manterrà viva. Lo farà attraverso ogni donna che potrà vincere – o, almeno, avrà l’occasione di provarci – nel suo nome.

Voglia di Vivere è a disposizione per dare le informazioni di cui avete bisogno, intanto qui potete leggere e scaricare il regolamento del Progetto Elisa con la domanda di contributo.

Dalla parte della donna

Da oltre 30 anni Voglia di Vivere
è al fianco delle donne, una mano tesa per sostenerle nelle difficoltà, ma anche una mano tesa per generare quella cultura della
salute che è lo «stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattia o infermità», come sancito nella Dichiarazione di Alma Ata
(formulata durante la Conferenza Internazionale sull’Assistenza Sanitaria Primaria, riunita appunto ad Alma Ata il 12 settembre 1978), dove fu espressa la necessità di un’azione urgente dei governi, della comunità internazionale e di tutti coloro che lavorano per la salute e lo sviluppo allo scopo di proteggere e promuovere la salute di ogni persona.

Dare al nostro corpo l’attenzione che merita, significa mettere in atto piccoli gesti di consapevolezza, che ci aiutano a stare bene. Gesti che si esprimono attraverso le abitudini della quotidianità (con attività motorie, alimentazione attenta, una cura di sé che si ottiene ricavandosi piccoli spazi di attenzione), e non da meno con scelte di consapevolezza che comprendono le attività di prevenzione.

Voglia di Vivere fa tutto questo da ormai quasi 40 anni, è nata da donne per donne, e durante il proprio cammino ha maturato consapevolezza sulle necessità della salute assecondando il loro evolversi, secondo crescente consapevolezza.

Testa, mani, cuori

Svolgono un lavoro tanto silenzioso quanto prezioso, le donne del Laboratorio Creativo: nato per condividere il proprio tempo con donne che avevano vissuto la loro stessa esperienza, il Laboratorio divenne presto anche occasione per esprimere il desiderio di sostenere Voglia di Vivere anche materialmente, realizzando lavori che potessero essere oggetti graditi e quindi acquistati per diventare pensieri speciali, per chi li dona e per chi li riceve.

Dai piccoli oggetti coi colori delle feste – il rosso acceso del Natale, i pastello della Pasqua, il rosa per la Mamma… – alle bomboniere solidali, e poi tante idee per rendere speciale ogni occasione, le volontarie del Laboratorio Creativo portano alla associazione un contributo importante di voglia di… fare anche rete, con altre associazioni.

Un esempio su tutti la “coperta” di riquadri realizzata in collaborazione con il Veteran Car Club in occasione della 9a Camminata in Città, una mitica Citroen 2CV del 1974 fu “tinta” con il rosa del loro lavoro a maglia e uncinetto.

Un lavoro particolarmente prezioso, il loro, visto che ogni servizio offerto da Voglia di Vivere si autofinanzia, nel senso che le uniche entrate della associazione provengono dalle tessere associative, da donazioni volontarie, da progetti in risposta di bandi pubblici, e – appunto – dalla creatività delle volontarie attive al Laboratorio.

Un lavoro particolarmente prezioso – anche e non da meno – perché sostiene altre donne tramite la collaborazione con la Breast Unit dell’ospedale San Jacopo, della quale è membro attivo: è compito delle volontarie di preparare una busta contenente oggetti utilissimi, che l’equipe sanitaria consegna alle pazienti prima del ricovero. Sono il Quaderno del punto e a capo, vari opuscoli informativi sulle attività offerte da Voglia di Vivere a supporto del percorso oncologico e, non da meno, la borsetta porta drenaggio e il cuscino ascellare, di misure speciali realizzato in adesione al progetto Gruppo crea e cuci, un cuore per le donne di Enza Pregnolato e Erica Bonello, due signore torinesi il cui pensiero si trova in perfetta sinergia con lo spirito di Voglia di Vivere.

 

Punti di equilibrio

Inutile ripeterlo, è cosa nota: quando lo stato di salute si altera, in conseguenza di una qualunque causa vada a incidere sul nostro benessere fisico o emotivo, va rimesso in equilibrio.

E se la prevenzione aiuta a dare giusta attenzione alla salute, nel momento in cui si verifichi uno… stato di squilibrio, va ricostruita la stabilità del ben-essere.

Le attività fisiche aiutano in entrambe queste situazioni, perciò Voglia di Vivere si impegna da sempre a mantenere operosa la donna che desideri mantenersi in salute (le attività motorie sono anche azioni preventive), e si impegna a rendere disponibili servizi di supporto mirati a recuperare il dialogo con il proprio corpo.

Perché mens sana [sempre è] in corpore sano

Noi e la Breast Unit

Voglia di Vivere non nasconde l’orgoglio di essere parte della Breast Unit operativa all’Ospedale San Jacopo di Pistoia, il gruppo multiprofessionale di figure professionali preparate a raccogliere le emozioni di ciascuna paziente, per dare risposte adeguate a supportare ogni donna in un momento tanto delicato della propria vita: per aiutarla a comprendere che le difficoltà possono essere trasformate in risorse, così da poter mettere un “punto” e andare “a capo” per dare inizio
a un percorso di vita certamente diverso dal precedente, ma non per questo peggiore.

Anzi: si tratta di avviarsi con ottimismo, forza e coraggio verso nuove avventure! Voglia di Vivere è pronta a dare una mano a raccogliere i pezzi e ricostruire il tuo futuro. E, per farlo, le volontarie ci mettono… il cuore!