Gianna e Rossella

Voglia di Vivere si prepara a muovere i passi finali della rassegna voluta per avviarsi alla 11a Camminata in Città di domenica 4 ottobre.

Come da programma, alle ore 17 di mercoledì 16 la protagonista di LeggerAndando – rassegna promossa dalla associazione in adesione al Patto per la Lettura di Pistoia Capitale del Libro – sarà Gianna Manzini, già incontrata altre volte dalle donne di Voglia di Vivere per la narrazione terapeutica.

Questa volta, però, soggetto dell’incontro saranno il capolavoro scaturito dalla emozionalità di Gianna e i pennelli di una donna non meno profonda, che hanno reso viva attraverso un’opera d’arte in cui il nome delle donne resterà indissolubilmente legato, per l’eternità.

L’opera si chiama Il cielo addosso, ed è stata realizzata dall’artista Rossella Baldecchi in un trittico, appositamente creato per essere esposto nella Sala Manzini della biblioteca San Giorgio: la stessa Sala dove Voglia di Vivere da appuntamento alle amiche pistoiesi per parlare del Ritratto in piedi – che a Gianna valse nel 1971 il Premio Campiello – e del ritratto Il cielo addosso, che dal e al libro è ispirato.

Gianna e Rossella sono accomunate anche dall’essere figlie discrete della nostra città, ma la loro riservatezza non le rende incapaci di gridare con forza contro ogni genere di sopruso, che a gran voce ciascuna professa attraverso la propria arte.

Due grandi figure che si vanno a unire a quelle considerate negli incontri precedenti, completando un quadro molto ricco della cultura cittadina: la foto della copertina mostra Rossella Baldecchi accanto alla figura femminile dell’opera, insieme a loro Alessandra Chirimischi che durante l’incontro, l’accompagnerà affiancandola nel mostrare al pubblico Gianna e l’opera a lei ispirata.

 

Un Premio per la Camminata

Deanna Capecchi, Presidente di Voglia di Vivere OdV, racconta il motivo per cui l’associazione ha scelto di proporre il Premio Letterario ScriverAndando. La mia idea di ben-essere

Partiamo dal nome, come mai è stato scelto di chiamare il premio ScriverAndando?

Le attività che svolgiamo non sono mai fini a se stesse, per crescere bisogna dare continuità, imparando da quanto fatto – magari commettendo anche qualche errore – per migliorarsi, continuamente. Il nome si ispira al titolo della Camminata di quest’anno, ovvero LeggerAndando, pensata in omaggio a Pistoia Capitale del Libro ma a sua volta ispirata da quella del 2025, cioè CuriosAndando, perché aveva come tema la toponomastica più curiosa fra le vie cittadine.

La scelta è stata in conseguenza di questo, e con l’intento di dare importanza al Patto per la Lettura, al quale abbiamo aderito con entusiasmo, proponendo un programma a tappe che valorizzasse il benessere attraverso la cultura, con un percorso di avvicinamento alla Camminata in Città, che rimane il nostro evento “fiore all’occhiello”. Protagoniste quattro donne che, nella letteratura pistoiese, hanno avuto ruoli rilevanti: Louisa Grace Bartolini, Leda Rafanelli, Egle Marini e Gianna Manzini, a ciascuna è delle quali abbiamo dedicato un incontro, affidandone la cura ad altrettante donne che ne hanno studiato aspetti rilevanti della vita: Francesca Rafanelli, Laura Vannucchi, Milva Cappellini e Rossella Baldecchi.

 

Un programma ambizioso, quindi, che con la Camminata in Città trova la sua espressione più alta.

Non esattamente: il programma prevede, infatti, un quinto incontro – al Bar Nazionale, che tanto si adopera per la cultura – pre-Camminata, in cui a essere protagonista sarà la narrazione terapeutica, con tutti i benefici che comporta. Non siamo nuove a questa esperienza, avendo più volte tenuto laboratori letterari, affidandone la cura ad Alessandra Chirimischi, e che hanno portato a pubblicare il libro A cuori scoperti, con Romina Valentini Editore. Sarà anche l’occasione per promuovere il Premio letterario che, in definitiva, è un’importante modalità di ascolto, un’attenzione che permette alle persone di manifestare il proprio pensiero sul tema della salute, secondo i contenuti che desidera.

E domenica 4 ottobre chiuderemo la Camminata come ormai ci piace fare: tutte insieme, questa volta al Quisicosa della Galleria Vittorio Emanuela, ricordando i motivi per cui ci ritroviamo a trascorrere questa giornata celebrando la salute, l’amicizia, la solidarietà.

SCARICA IL Regolamento Premio Letteraio

 

Nel nome di Elisa

Il cancro si può vincere. Anzi, lo si deve vincere. Una prima vittoria viene dal poterlo chiamare per nome, senza dover utilizzare artifizi esorcizzanti la paura. Un’altra significativa vittoria viene dalla costante diminuzione della mortalità conseguente alla malattia. Ma la vittoria più importante è rappresentata dal modo in cui decideremo di vivere il nostro percorso di cura, mettendo a dura prova la facoltà del libero arbitrio: ci lasceremo sopraffare dalla paura e dalla malattia, o vivremo ogni giorno (anzi, ogni attimo) con il coraggio che la Vita merita? Elisa, su questo, non ha avuto esitazioni. Amava la Vita, e l’ha rispettata fino all’ultimo respiro.

Sua mamma l’ha definita ragazza “da bosco”, per la passione verso la naturalezza del mondo, sia vegetale sia animale: laureata in scienze forestali, amava correre verso la libertà in groppa ai suoi destrieri, il cavallo e la moto. È sempre stata una ragazza pratica, tanto da non starsene ad aspettare il lavoro a misura di laurea, preferendo piuttosto un impiego precario ma che le desse l’opportunità di sentirsi autonoma. E sembrava che neppure il cancro fosse riuscito a metterle un freno.

Dopo aver scoperto la malattia, con lo stesso entusiasmo con cui ha vissuto si è curata, facendo tesoro dei consigli medici che le avrebbero permesso di mettere al sicuro il suo futuro. Due anni di relativa serenità, poi il cancro è tornato e lei – di nuovo – non ha abbassato la testa: accettò di sottoporsi a una cura sperimentale presso l’Istituto Europeo di Oncologia, a Milano, terapia che prevedeva sedute settimanali fisicamente ed economicamente impegnative. I risultati – clinici – sembravano esserci, di pari passo però cresceva in Elisa il senso di disagio, trovandosi a coinvolgere tutta la famiglia nel percorso di cura: fu a questo punto che nacque lo stretto legame con Voglia di Vivere, che decise di darle un contributo per sollevarla dal peso delle preoccupazioni economiche. Lei ne fu molto contenta e dichiarò che, una volta guarita, non solo avrebbe restituito la somma ricevuta, ma si sarebbe impegnata ad aiutare altre donne giovani, malate e in difficoltà. Purtroppo non ne ha avuta l’occasione, una metastasi molto aggressiva l’ha portata via nel marzo del 2018.

Oggi sono i suoi genitori, Franca e Leopoldo, che si adoperano per realizzare questo desiderio: insieme a Voglia di Vivere hanno dato vita al “Progetto Elisa”, vale a dire un fondo affidato alla associazione, alimentato dalla famiglia tramite donazioni specifiche e utilizzato in favore delle giovani donne che stanno percorrendo la difficile strada sulla quale Elisa, purtroppo, si è persa: rimane però aperta la partita sostenuta dalla generosità di molti che hanno creduto nel progetto, così che Elisa si manterrà viva. Lo farà attraverso ogni donna che potrà vincere – o, almeno, avrà l’occasione di provarci – nel suo nome.

Voglia di Vivere è a disposizione per dare le informazioni di cui avete bisogno, intanto qui potete leggere e scaricare il regolamento del Progetto Elisa con la domanda di contributo.

Dalla parte della donna

Da oltre 30 anni Voglia di Vivere
è al fianco delle donne, una mano tesa per sostenerle nelle difficoltà, ma anche una mano tesa per generare quella cultura della
salute che è lo «stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattia o infermità», come sancito nella Dichiarazione di Alma Ata
(formulata durante la Conferenza Internazionale sull’Assistenza Sanitaria Primaria, riunita appunto ad Alma Ata il 12 settembre 1978), dove fu espressa la necessità di un’azione urgente dei governi, della comunità internazionale e di tutti coloro che lavorano per la salute e lo sviluppo allo scopo di proteggere e promuovere la salute di ogni persona.

Dare al nostro corpo l’attenzione che merita, significa mettere in atto piccoli gesti di consapevolezza, che ci aiutano a stare bene. Gesti che si esprimono attraverso le abitudini della quotidianità (con attività motorie, alimentazione attenta, una cura di sé che si ottiene ricavandosi piccoli spazi di attenzione), e non da meno con scelte di consapevolezza che comprendono le attività di prevenzione.

Voglia di Vivere fa tutto questo da ormai quasi 40 anni, è nata da donne per donne, e durante il proprio cammino ha maturato consapevolezza sulle necessità della salute assecondando il loro evolversi, secondo crescente consapevolezza.

Testa, mani, cuori

Svolgono un lavoro tanto silenzioso quanto prezioso, le donne del Laboratorio Creativo: nato per condividere il proprio tempo con donne che avevano vissuto la loro stessa esperienza, il Laboratorio divenne presto anche occasione per esprimere il desiderio di sostenere Voglia di Vivere anche materialmente, realizzando lavori che potessero essere oggetti graditi e quindi acquistati per diventare pensieri speciali, per chi li dona e per chi li riceve.

Dai piccoli oggetti coi colori delle feste – il rosso acceso del Natale, i pastello della Pasqua, il rosa per la Mamma… – alle bomboniere solidali, e poi tante idee per rendere speciale ogni occasione, le volontarie del Laboratorio Creativo portano alla associazione un contributo importante di voglia di… fare anche rete, con altre associazioni.

Un esempio su tutti la “coperta” di riquadri realizzata in collaborazione con il Veteran Car Club in occasione della 9a Camminata in Città, una mitica Citroen 2CV del 1974 fu “tinta” con il rosa del loro lavoro a maglia e uncinetto.

Un lavoro particolarmente prezioso, il loro, visto che ogni servizio offerto da Voglia di Vivere si autofinanzia, nel senso che le uniche entrate della associazione provengono dalle tessere associative, da donazioni volontarie, da progetti in risposta di bandi pubblici, e – appunto – dalla creatività delle volontarie attive al Laboratorio.

Un lavoro particolarmente prezioso – anche e non da meno – perché sostiene altre donne tramite la collaborazione con la Breast Unit dell’ospedale San Jacopo, della quale è membro attivo: è compito delle volontarie di preparare una busta contenente oggetti utilissimi, che l’equipe sanitaria consegna alle pazienti prima del ricovero. Sono il Quaderno del punto e a capo, vari opuscoli informativi sulle attività offerte da Voglia di Vivere a supporto del percorso oncologico e, non da meno, la borsetta porta drenaggio e il cuscino ascellare, di misure speciali realizzato in adesione al progetto Gruppo crea e cuci, un cuore per le donne di Enza Pregnolato e Erica Bonello, due signore torinesi il cui pensiero si trova in perfetta sinergia con lo spirito di Voglia di Vivere.

 

Punti di equilibrio

Inutile ripeterlo, è cosa nota: quando lo stato di salute si altera, in conseguenza di una qualunque causa vada a incidere sul nostro benessere fisico o emotivo, va rimesso in equilibrio.

E se la prevenzione aiuta a dare giusta attenzione alla salute, nel momento in cui si verifichi uno… stato di squilibrio, va ricostruita la stabilità del ben-essere.

Le attività fisiche aiutano in entrambe queste situazioni, perciò Voglia di Vivere si impegna da sempre a mantenere operosa la donna che desideri mantenersi in salute (le attività motorie sono anche azioni preventive), e si impegna a rendere disponibili servizi di supporto mirati a recuperare il dialogo con il proprio corpo.

Perché mens sana [sempre è] in corpore sano

Noi e la Breast Unit

Voglia di Vivere non nasconde l’orgoglio di essere parte della Breast Unit operativa all’Ospedale San Jacopo di Pistoia, il gruppo multiprofessionale di figure professionali preparate a raccogliere le emozioni di ciascuna paziente, per dare risposte adeguate a supportare ogni donna in un momento tanto delicato della propria vita: per aiutarla a comprendere che le difficoltà possono essere trasformate in risorse, così da poter mettere un “punto” e andare “a capo” per dare inizio
a un percorso di vita certamente diverso dal precedente, ma non per questo peggiore.

Anzi: si tratta di avviarsi con ottimismo, forza e coraggio verso nuove avventure! Voglia di Vivere è pronta a dare una mano a raccogliere i pezzi e ricostruire il tuo futuro. E, per farlo, le volontarie ci mettono… il cuore!

 

Caffè e pasticcini al profumo di salsedine

Partecipare al calendario Notti di stelle nell’anfiteatro di Villa Stonorov , kermesse estiva molto sentita della Fondazione Vivarelli, è per Voglia di Vivere una piacevole abitudine: quest’anno, però, invece della consueta cena si è pensato a un dopo cena un po’ insolito, una… appetitosa avventura letteraria.

Titolo dell’incontro sarà infatti Dolce&Salato: caffè e pasticcini al profumo di salsedine, per rendere protagonista uno dei servizi che l’associazione rivolge ai cittadini con la narrazione terapeutica.

Sarà una serata divertente, con intrattenimento alternato fra musiche e filmati d’epoca, quella dei… diciamo mitici (?) anni Sessanta, che Alessandra Chirimischi ha raccontato nel libro Quanto il mare profumava di salsedine.

Secondo le intenzioni della Presidente Capecchi, la serata offrirà benessere e piacevolezza – come vero per la narrazione di sé e di ogni altra attività progettata dall’associazione – insieme ai pasticcini col caffè: «Sperimentammo la narrazione terapeutica durante il Covid, con incontri gestiti da Alessandra a distanza: ebbero ottimi apprezzamenti, decidendo così di organizzarli anche in presenza», ha infatti dichiarato Deanna Capecchi.

Alessandra Chirimischi – autrice del libro, pubblicato a marzo da Maria Pacini Fazzi Editore – aggiunge che con questo memoir ha verificato su se stessa i benefici della narrazione «Ormai da parecchi anni mi occupo di questo argomento, ma come sempre avviene è solo calandosi in prima persona in una realtà, che diventa possibile conoscerla nella sua pienezza

 

giovedì 9 luglio

ore 20,30

Casa studio Vivarelli – via di Felceti, Pistoia

Leda e Milva

Leda Rafanelli è una pistoiese alla quale Pistoia non ha riservato adeguata attenzione. Salvo alcune persone che, avendone compreso la grandezza, hanno scelto di conoscerla meglio dedicandole buona parte del proprio tempo: cura, attenzione, studi approfonditi che permettono oggi di avere una più chiara visione di questa donna anticipatrice di tanti respiri libertari, che non vogliamo definire “femministi” perché sarebbero limitanti alla sua espressività pervasiva.

Fatto sta che la studiosa di Leda – Milva Maria Cappellini – con nostro compiacimento ha accettato di essere parte attiva nel ciclo di incontri che abbiamo chiamato Quattro passi letterari verso la Camminata in Città: avere con noi Milva significa avere al contempo un ritratto chiaro di Leda, una analisi oggettiva ma allo stesso tempo soggettiva sulla vita di una donna che ha lasciato nel mondo femminile un’impronta significativa.

Milva è nata a Pistoia e si è laureata in Letteratura comparata all’Università di Firenze, conseguendo poi all’Università di Genova un dottorato di ricerca in Analisi e interpretazione di testi italiani e romanzi. Si è a lungo occupata di lessicografia, di didattica e – ancora oggi – di editoria scolastica.

Nel corso degli anni ha curato numerose edizioni di autori soprattutto otto-novecenteschi, ha collaborato a periodici di critica letteraria e ha scritto alcune opere narrative, tra cui la raccolta di racconti Ferite e, insieme a Roberto Piumini, il romanzo Il dio spezzato. Ha lavorato – in collaborazione con Fiamma Chessa curatrice dell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa di Reggio Emilia – all’edizione di alcune opere di Leda Rafanelli: per NerosuBianco, l’inedito Memoria di una chiromante e I due doni e altre novelle orientali; per Corsiero editore, L’oasi. Romanzo arabo e Incantamento.

Nella foto Milva Cappellini è con Cristina Rafanelli, la giornalista pronipote di Leda che – al pari della zia – è attivissima nella promozione dei diritti civili in Argentina, Paese dove è nata, e nella produzione letteraria: certamente è ispirata dalla suggestione di un paesaggio molto particolare, vive infatti a San Carlos de Bariloche, in Patagonia, circondata dalla Cordigliera. Il suo ultimo libro è Descubriendo a Leda, che ci auguriamo possa presto trovare traduzione in lingua italiana.

L’appuntamento con Milva e Leda, che abbiamo titolato Una donna fuori dalle righe e anche oltre, è sabato prossimo 27 giugno, ore 18,30 al Circolo Arci Santomato.

Dopo la conferenza, chi vorrà potrà fermarsi a cena (è però obbligatoria la prenotazione, tramite Voglia di Vivere: 0573 964 345)

 

Affilate le penne

Il manuale del bravo scrittore, prevede che quando su un tema ci frullano le idee si cominci intanto a dar loro forma con le parole, semplicemente scrivendole usando le vecchie amiche carta e penna. Penseremo in un secondo momento a mettere ordine negli appunti, nel momento in cui avremo una solida base attraverso la quale esprimere il nostro pensiero, ma senza fretta.

Per questo motivo iniziamo tempestivamente a farvi sapere che in ottobre – mese notoriamente dedicato alla prevenzione del tumore alla mammella – come sempre lavoreremo per sensibilizzare le persone su come la diagnosi precoce possa avere un ruolo chiave nella strategia del ben-essere; allo stesso tempo, non trascureremo l’abitudine di trasmettere attenzione sul quanto sia importante mettere in atto modalità di vita quotidiana rispettose della salute.

Ma questa volta vogliamo aggiungere un ingrediente in più, alla ricetta del ben-essere: vogliamo compiere un passetto avanti invitandovi a raccontarlo, a esprimere il vostro pensiero su questo argomento tanto delicato quanto sentito, che mette in moto le emozioni più belle, nell’intenzione di aiutarci a stare bene. Noi, e gli altri insieme a noi.

Nella certezza che il narrarsi attraverso la scrittura sia un gesto di profonda cura, vi invitiamo a farlo partecipando con noi anche agli incontri organizzati per celebrare il Patto di Pistoia per la Lettura al quale abbiamo aderito, per poi condividere la vostra idea di ben-essere con Voglia di Vivere e con il mondo che rappresenta.

Ci piacerebbe molto che fossero anche i più giovani a partecipare, perché secondo noi il ben-essere passa anche dal trovare le parole più adatte a costruire ponti di dialogo fra generazioni: quindi, proviamo a intenderci meglio!

Seguire LeggerAndando – gli incontri preparatori all11a edizione della Camminata in Città, per poi camminare meglio insieme – potrà essere utile per stimolare la fantasia degli aspiranti scrittrici e scrittori che si iscriveranno al Premio letterario ScriverAndando: ma, ne siamo certe, siete già in azione per affilare le penne e annotare l’idea di salute, intorno alla quale costruire un vostro racconto.

Presto saranno disponibili il regolamento e la scheda di iscrizione.