Si fa presto a dire “psicologia”, termine talvolta utilizzato impropriamente: la psicologia è una scienza, che studia il comportamento dell’uomo, interessandosi dei processi mentali, affettivi e relazionali della persona allo scopo di promuoverne il miglioramento della qualità della vita.
Si tratta perciò di una scienza molto delicata, avendo a che fare con il benessere emotivo di un essere umano: benessere che viene affidato alla figura dello psicologo, vale a dire il professionista che diventa tale dopo aver conseguito una laurea universitaria, svolto un anno di tirocinio e sostenuto un esame di stato ed iscriversi all’Ordine degli Psicologi.
Quindi, psicologo non ci si improvvisa. Anzi, se qualcuno cercasse di improvvisarsi in questi panni potrebbe anche provocare disagi importanti: lo psicologo, quello vero, lavora con le persone per favorire il loro cambiamento, potenziare le risorse individuali o collettive, sostenere e accompagnare nelle difficoltà e nelle diverse fasi di vita.
Lo strumento principale con cui opera è il colloquio, ma può avvalersi anche di test e questionari, da sottoporre a chiunque gli si rivolga, avvertendo la necessità di una consulenza specialistica: quindi la coppia, la famiglia, gli operatori scolastici o sociali, gli imprenditori, gli sportivi… in pratica, tutti possiamo averne bisogno!
A onor di chiarezza, occorre specificare il ruolo anche di altre figure che sempre operano nel sostenere un percorso di svolta: vediamo quali sono.
Psicoterapeuta: è uno psicologo che, dopo il percorso di laurea, segue una ulteriore formazione attraverso corsi di specializzazione quadriennali. L’attività dello psicoterapeuta si caratterizza per offrire al paziente o al cliente un percorso di cura per affrontare le diverse forme di sofferenza psicologica, da quelle più lievi a quelle più gravi.
Psichiatra: in questo caso parliamo di un medico che ha scelto di specializzarsi in psichiatria. Solo lo psichiatra ha la possibilità di prescrivere farmaci al paziente.

Dal 2002 è impegnata come dietista presso studi medici, studi privati, ambulatori della Pubblica Assistenza e della Misericordia, oltre ad aver maturato esperienza clinica in case di cura private convenzionate con il SSN, occupandosi di alimentazione in riabilitazione cardiologica, disfagia, dialisi, malnutrizione, obesità ecc.
Nata a Venezia nel 1973, Beatrice De Biasi si è laureata in Psicologia a Padova nel 1998, e successivamente specializzata in Psicoterapia umanistica integrata e psicoterapia per l’infanzia e l’adolescenza.
A cantarne i pregi troviamo pure il Boccaccio (che lo chiamava popone, come ancora oggi avviene in Toscana), ma il riconoscimento più prestigioso il melone lo deve ad Alexandre Dumas – il padre dei tre Moschettieri, per intenderci – che ne era particolarmente ghiotto. Lo apprezzava così tanto che quando dalla biblioteca di Cavaillon – cittadina nei pressi di Avignone cui fece dono di circa 400 volumi – gli chiesero cosa volesse come compenso in cambio del suo generoso contributo, rispose con la richiesta di 12 meloni l’anno, fin quando fosse vissuto: quale migliore garanzia sulla bontà dei meloni di Cavaillon?

Il periodo naturale di maturazione va da maggio ad agosto – con l’apice di produzione fra giugno e luglio – ed è allora che si apprezza al meglio la polpa, molto delicata, pur essendo le albicocche generosamente disponibili ad essere conservate in vari modi, così che possiamo disporne tutto l’anno. Si trova, infatti, essiccata o disidratata, ma anche in gelatina o confettura, sciroppata o in succo da bere, pur restando impareggiabile la bontà quando gustata fresca a fine pranzo, a colazione, per uno spuntino… Impareggiabile, dicevamo, a patto che sappiamo sceglierla.



Protagonista è Imi, ragazzo ungherese cresciuto in un orfanotrofio con il gran sogno di trasferirsi a Londra, non appena gli fosse stato possibile. Sogno che realizza al compimento della maggiore età, quando parte per la sua avventura, mantenendo però un costante legame con il suo mondo fatto di piccole, ma significanti cose. La breve esperienza che Imi vivrà a Londra, impreziosita dalla presenza di personaggi centrali nella sua vicenda, è di quelle a lieto fine, come ci piacerebbe che potesse più spesso accadere nella realtà. Ma l’insegnamento che si trae dalla sua lettura va oltre la singola storia personale.

Nel 2016 ha curato l’incontro pubblico con il fotografo Luca Bracali presso la Fabbrica delle emozioni di Pistoia, dal tema “Solidarietà ed ecologia”, con la collaborazione dell’Ente Camposampiero di Pistoia. Il GFF ha inoltre, negli anni, curato mostre fotografiche dei propri soci su varie tematiche sociali e culturali. Si ricordano le mostre tenute presso la Circoscrizione 2 del Comune di Pistoia, la mostra sul Carbonaio di Baggio, presso il Museo Marino Marini e la mostra “Gli Alberi – Amici silenziosi dell’uomo” presso il chiostro del Tribunale di Pistoia. Nel 2016 ha curato la mostra fotografica “Associazione Camposampiero, 70 anni di vita”, attraverso immagini di archivio dell’ente e del quartiere Fornaci di Pistoia e nel 2017 ha realizzato un video per le attività dell’agricoltura sociale della Camposampiero.