Michela Ricciarelli
È molto conosciuta e apprezzata a Pistoia, non solo per la solarità con cui si pone ma anche per la professionalità con cui sa accogliere le persone, svelando loro i segreti sopiti nella città. A dire il vero, per questi stessi motivi, è conosciuta non solo a Pistoia visto che sa raccontare anche altri luoghi, Firenze in primis: chi l’ha conosciuta, poi, non può evitare di portarla con sé nelle proprie case, ovunque queste si trovino, sparpagliate nel mondo. 
La donna a cui ci riferiamo è Michela Ricciarelli, che vanta il patentino di guida turistica nazionale e anche di accompagnatrice turistica, oltre a essere operatrice di fattoria didattica: ama attribuire la riconosciuta capacità di “vendere bene” le città che illustra, all’aver avuto in suo padre – rappresentante di calzature per i mercati esteri – un ottimo maestro.
Già dallo scorso anno Voglia di Vivere ha avuto il piacere di trovare con sé durante il CuriosAndando, cioè la 10a edizione della Camminata in Città, che ebbe come protagoniste le vie con i nomi più curiosi, e che si concluse nel consueto pomeriggio al Parterre dove Michela, insieme al Prof. Alessandro Allegri, presentò alla città Marco Vestrucci e il suo libro Svicolando. Fra Michela e Voglia di Vivere si è generata una bella intesa, che la troverà nuovamente a guidare la Camminata in Città, questa volta seguendo un percorso rivolto a quattro donne legate alla nostra cultura quali Louisa Grace Bartolini, Leda Rafanelli, Egle Marini e Gianna Manzini: ma su di loro faremo il punto in altra maniera.
Torniamo invece a Michela, che siamo orgogliose di aver trovato… sui nostri cammini, è proprio il caso di dirlo!
Abbiamo parlato della tua presenza alla Camminata 2025, ma per raccontare il tuo rapporto con Voglia di Vivere bisogna fare un passo indietro, esattamente al 29 marzo quando l’associazione ti chiamò per l’evento organizzato con Toscana Donna Insieme tutto è possibile.
Mi sono sentita sinceramente onorata di poter illustrare la mia amata città, Pistoia, e l’altare di argento a un gruppo di donne che provenivano da altre città e che conoscevano solo per sentito dire il nome di Pistoia. Sono rimaste così ben impressionate dall’esperienza, da affermare di volerla ripetere tornando con parenti e amici.
Durante la Camminata sei alla testa di un corteo di persone che vuole celebrare il benessere: fra loro, anche un piccolo esercito di “guerriere” a suo tempo impegnato – o che ancora si sta impegnando – a vincere per la propria vita. Che sensazione ti dà?
Essere in testa a un folto gruppo di donne che combattono o hanno combattuto una grande personale guerra mi emoziona molto, e ha un valore simbolico importante: mi sento parte di un percorso che non finisce mai, un cammino fatto insieme per un fine comune, la salute fisica e psichica che ci porta a sostenerci a vicenda, a condividere le esperienze e i sentimenti di ciascuna, tutti diversi e personali ma in molti aspetti, invece, perfettamente identici. È importante potersi riconoscere nell’altra, e io sono da sempre una grande sostenitrice delle donne, credo nella forza delle donne che hanno sempre paura di non farcela, e poi ce la fanno sempre: e bene anche! Credo da sempre, fin dalla mia gioventù, nell’amicizia tra donne che ci rende più forti e più ricche nel continuo confrontarci, sia nelle nostre paure come nei nostri grandi sogni: per questo camminare insieme significa poter andare più lontano perché ci andiamo mano nella mano, gomito a gomito, un passo dopo l’altro sorreggendosi e spalleggiandoci l’un l’altra, come fa l’associazione Voglia di Vivere da molti anni ormai, con la sua rete di contatti.
Il tuo lavoro ti porta a essere in contatto con molte persone, provenienti da diverse parti del mondo: c’è qualcosa di diverso fra essere la loro guida o farlo nella tua città con le donne della Camminata?
Quando faccio una visita guidata che sia in un museo o in giro per la città di Pistoia o Firenze, con gli italiani naturalmente ci sono molti più punti in comune da cui partire, ma comunque durante ogni tour cerco sempre di trovare delle affinità al nostro territorio anche coi turisti stranieri. L’importante per me è far vivere a questi visitatori un’esperienza con una persona del posto come me – una “local” come dicono loro – che possa parlare non solo di arte, architettura e storia, ma pure di cibo, tradizioni, leggende cercando di far vedere anche quel che non c’è più. Voglio che camminare con me sia una piacevole scoperta, non voglio alcuna lezione, da impartire o da imparare: semplicemente deve scaturire un bel momento da poter ricordare e raccontare una volta tornati al loro Paese.
Sei una donna piena di energie, tanto che stai partecipando a un programma con TVL Pistoia: cosa puoi raccontarci di questa tua nuova esperienza?
Sono stata chiamata da Leonardo Monfardini di TVL, per partecipare a questa trasmissione dal titolo È successo qui, per parlare della mia città: ho pensato che raccontare le storie legate ai nomi curiosi delle strade pistoiesi fosse interessante da far conoscere al pubblico di questa emittente, anche perché ho collaborato di recente con l’artista Marco Vestrucci alla stesura del piccolo libro cui abbiamo accennato prima, dove ha dato vita alle vie dai nomi più particolari, elaborando per ciascuna una illustrazione. Voglia di Vivere conosce già il libro, che – come detto – abbiamo presentato in occasione dell’ultima Camminata, nel 2025.



