Una boccata d’aria fresca

Ci voleva proprio, una bella boccata di aria fresca, ha fatto bene a tutti!

Soggetto di benessere è la cena svoltasi giovedì scorso, 16 luglio, al circolo ARCI di Candeglia: si è trattato di una edizione per certi aspetti insolita della tradizionale cena estiva, quella che abitualmente Voglia di Vivere dedica alle amiche per augurarsi buone vacanze. Le vacanze, infatti, quest’anno saranno in molti a non concedersele, un po’ per il timore del Covid-19 ancora in agguato, un po’ per le difficoltà economiche che hanno toccato molte famiglie, trovatesi nell’impossibilità di lavorare per mesi interi, proprio a causa del virus.

Allo stesso modo la nostra associazione, dopo aver chiuso forzatamente gli ambulatori (pur non avendo mai smesso di garantire la propria presenza), sta fronteggiando sia la difficile ripresa delle attività sia le ristrettezze conseguenti alla chiusura.

Voglia di Vivere vive di solidarietà e per la solidarietà, e nella cena di giovedì scorso ha trovato perfetta sintesi questo concetto avendo rappresentato sia un momento di convivialità, che ha fatto respirare nuovamente la piacevole aria del trovarsi insieme, sia un momento di generosità che ha permesso (grazie soprattutto a numerose donazioni spontanee) di dare anche alla associazione un po’ di respiro per affrontare le numerose spese che, covid o non covid, deve sostenere.

Un sincero grazie a tutti i presenti!

 

Una mela al giorno…

Sgombriamo il campo dai luoghi comuni, e impariamo (o reimpariamo) a fare la spesa, perché molto del nostro benessere parte proprio da lì: dalle scelte che facciamo su cosa acquistare e, non da meno, dove acquistarlo.

A cura di Lisa Sequi, responsabile dell’ambulatorio nutrizionale a Voglia di Vivere, e in collaborazione con ISPRO e la dottoranda Teresa Facchini, inizieremo a proporre una serie di… chiamiamole riflessioni alimentari, proprio allo scopo di fornire le indicazioni per una spesa alimentare che sia quanto più consapevole, responsabile, ovvero adeguata a supportare il nostro star bene.

Perciò, di seguito vi proponiamo, un menù di articoli saporiti e salutari: e non pensiate che la cosa non finisca qui, perché… abbiamo messo a bollire in pentola altre sorprese gustosamente interessanti!

Se avete Voglia di… mangiarsano, eccovi serviti!

 

 

 

 

Socialmente

Parlare e agire in ambito di sanità sociale – perché di questo ha trattato il progetto “A domicilio: sostegno e socialità” – permette di meglio comprendere le nuove forme di solidarietà che si vanno definendo.

È un nuovo che avanza in risposta, anche, alle indicazioni che vengono dalle fondazioni bancarie – che insieme agli enti filantropici sono oggi il principale sostegno a colmare le disuguaglianze fra cittadini – che indicano la via della sinergia fra cittadini quale espressione di risposta più possibile efficace per trovare soluzioni in grado di dare risposta adeguate.

Questa è la chiave di lettura che più di ogni altra valorizza l’impegno che ha portato Annastaccatolisa, Voglia di Vivere e la sezione pistoiese di AIL-Associazione Italiana Leucemie, Linfomi e Mieloma a unire le forze in un “puzzle virtuoso” finalizzato a offrire sostegno a domicilio per le persone più fragili.

Fragilità che riguardano sia le possibilità di accesso ai servizi sanitari, sia le piccole cose che quotidianamente possono necessitare, quelle tanto banali da non meritare la nostra attenzione se non… quando non siamo più in grado di svolgerle autonomamente.

Le tre associazioni pistoiesi hanno risposto al bando Socialmente, promosso dalla Fondazione Caript, che richiedeva appunto la sinergia fra più figure del volontariato: sviluppato in due progetti successivi – “A domicilio: sostegno e socialità” e “A domicilio: supporto, condivido, partecipo” – il risultato è stato un lavoro di assistenza intenso e capillare, supportato da referenti istituzionali divenuti naturale punto di contatto fra i bisogni dei cittadini e l’organizzazione generata dalle associazioni, così da dare soluzione efficace alle domande di aiuto.

Nel progetto, rivolto ai pazienti oncologici, le associazioni sono state operative sul territorio grazie alla collaborazione della Confraternita della Misericordia di Gello-Pistoia per la piana, della Pubblica Assistenza di Maresca per l’area della montagna pistoiese, della Società di Soccorso Pubblico Montecatini Terme per la Valdinievole.

Andando oltre i numeri – sempre importanti, che contano un totale di circa 450 interventi nei 22 mesi di progetto – il risultato secondo noi più significativo è l’aver saputo offrire un conforto concreto a chi ne aveva necessità, organizzandolo attraverso strategie di cooperazione fra l’associazionismo e le strutture sanitarie con cui ci siamo rapportate, oncologia del San Jacopo in primis, essendo – come detto – i pazienti oncologici destinatari del progetto.

Donne in rete

Quello di cui parliamo è un documento frutto di un grande lavoro di collaborazione interassociativo, pensato per rafforzare il messaggio di adesione allo screening mammografico da parte delle donne italiane. Si tratta di un appello alle istituzioni nazionali e regionali affinché riprendano al più presto, con le modalità opportune di protezione dal Covid-19, lo screening mammografico che in quanto Livello Essenziale di Assistenza (LEA) dovrebbe essere garantito in tutte le regioni italiane, nella fascia di età 50-69 anni (in alcune regioni anche 45-74).

In alcune regioni – per esempio in Toscana – lo screening mammografico è ripreso, pertanto è chiaramente possibile riprenderlo senza rischi per le donne, ma contribuiamo tutte a sostenere il messaggio, vediamolo come un’occasione per rafforzare la nostra rete, per far capire che quando le associazioni vogliono, sanno fare rete, sempre nel solco della nostra comune filosofia associativa e nell’ottica della coesione partecipativa.

Per la sensibilizzazione a livello istituzionale, nazionale e regionale, Europa Donna Italia – associazione della quale Voglia di Vivere è membro attivo da fine anni Novanta – sta lavorando a fianco della altre reti associative, nella certezza di avere tutte voi al nostro fianco. Scarica qui Appello per lo Screening di Europa Donna Italia

 

Volontari&

Una associazione come Voglia di Vivere, convoglia su di sé molte figure, prevalentemente femminili, che per comodità possiamo individuare in tre categorie:

  • ci sono le “pazienti in corso”, ovvero donne che stanno seguendo percorsi di cura finalizzati a togliersi dai piedi – anzi dal seno! – il cancro;
  • poi la categoria delle donne che hanno pazientemente attinto alla forza di volontà, superando la fase precedente: sono le volontarie, che avendo provato sulla propria pelle cosa significa aver a che fare con il cancro, donano alle pazienti in corso il proprio tempo e l’esperienza del loro vissuto;
  • infine la terza categoria, le professioniste, operativa per supportare le altre con le proprie competenze.

A proposito di quest’ultima, qualche parola in più va spesa, rappresentando in associazione un mondo numericamente piccolo, ma tanto variegato quanto consistente.

Con l’eccezione del Dott. Mauro Quattrocchi Voglia di Vivere vanta un nutrito gruppo di donne preparate in discipline specifiche, ciascuna delle quali con riconosciuti livelli di attitudine professionale. Questo perché l’associazione ha sempre preteso di offrire servizi che fossero qualitativamente impeccabili, e per garantirli si avvale di collaboratori le cui credenziali siano concretamente valide.

Un dato di fatto, oggettivamente dimostrabile, cui va reso merito al gruppo dirigente l’associazione nella scelta di collaboratrici e collaboratori all’altezza dei compiti che sarebbero stati loro affidati. Non da meno, è stata considerata essenziale la capacità di ciascuna nel cooperare con le altre armonicamente.

Discorso che, a maggior ragione, vale con la riforma del terzo settore, in funzione della quale le associazioni di volontariato dovranno gestirsi con criteri che vanno ben oltre il semplice donare la disponibilità del proprio tempo, quando si può. La riforma investe le competenze dei volontari, e di qualunque altra figura sia chiamata ad affiancare i volontari e il Consiglio nelle attività associative, portando competenze il cui apprendimento richiede percorsi dedicati e di non immediata acquisizione.

Si tratta quindi di armonizzare ruoli e conoscenze: cosa non facile da realizzare, ma siccome l’armonia è uno degli ingredienti essenziali al raggiungimento del ben-essere, Voglia di Vivere lo sa, ed è in questa direzione che si impegna a lavorare.

Questo l’elenco delle collaboratrici attualmente attive (clicca sul nome per saperne di più)

 

Zoom e… insieme!

Anche i più refrattari nell’uso della tecnologia, in queste giornate da Covid-19 hanno deposto le armi davanti alle meraviglie dell’informatica, che hanno permesso di accorciare le distanze: solo virtualmente, s’intende, ma l’effetto ottenuto ha portato i suoi benefici. Videochiamate dai telefonini e, ancor più, piattaforme per videoconferenze dove trovarsi e scambiare qualche parola con le persone care, ha dato conforto.

Voglia di Vivere non si è sottratta al richiamo di questo nuovo modo di socializzare, organizzando ieri – martedì 14 aprile – un incontro fra amiche: avvalendosi della piattaforma Zoom (una fra le più semplici per videoconferenze e meeting) alcune delle Signore che più assiduamente frequentano l’Associazione si sono ritrovate per una simpatica chiacchierata. Il merito di questa iniziativa va a Beatrice De Biasi, una delle psicologhe attive a Voglia di Vivere, che molto soddisfatta del risultato ha commentato: “Sono stati minuti di incontro piacevoli, alla fine dei quali ci siamo sentite tutte più rilassate e molto vicine fra noi”.

Il ghiaccio è stato rotto, perciò… prendete nota che martedì 28 aprile alle 17,30 si replica: chiamate pure per essere pronte ad “assembrarvi” con noi.

Vuoi saperne di più?

Chiama Beatrice 333 2521 284, oppure clicca qui

 

 

A tavola senza corona

In questa situazione di emergenza capita che ci ritroviamo a confronto con i nostri conflitti interiori, anche quelli relativi alla alimentazione. Da un lato il cibo consola, in questo clima di indeterminatezza, rappresentando una sicurezza.

Dall’altro lato, e in particolare nelle persone che seguono una dieta o anche in coloro che sono più attenti alla loro forma fisica, si possono vivere veri stati di ansia e conflitto rispetto al proprio peso, al cibo disponibile e alla propria salute. Il rischio è quello di togliere ogni controllo al cibo, alzandoci dalla tavola spiacevolmente pieni o mangiucchiando in continuazione e provando poi emozioni come tristezza, sensi di colpa e insoddisfazione. Come fare a mantenere gratificante l’esperienza alimentare senza subirne le conseguenze?

Innanzi tutto dobbiamo essere consapevoli. Stiamo vivendo un momento di emergenza dove facilmente si tende a mangiare di più. Ma questo momento può essere anche una risorsa per investire su noi stessi, l’occasione per dedicarsi con più attenzione alla preparazione dei pasti e all’educazione alimentare dei più piccoli attraverso il nostro esempio, il cucinare insieme o giocando più semplicemente con le forme dei cibi. Perché non disegnare nel piatto una casetta o degli animaletti, usando verdure tagliate? Non dimentichiamo che attraverso il cibo passano i nostri affetti più cari!

Cercando in internet ho trovato alcuni link interessanti e attendibili che possono risultare utili in questo momento. In particolare il Ministero della Salute segnala un documento della Società Italiana di Nutrizione Umana che suggerisce cosa mangiare ai tempi dell’isolamento. Infatti non esistono diete miracolose contro le infezioni virali. Sicuramente però seguire uno stile di vita alimentare corretto aiuta a facilitare il processo di guarigione e in tempi come questi, di smart working e mobilità ridotta tra le mura di casa, a evitare di mettere su chili di troppo.

Lisa Sequi

Smart is not fat

Lo smart working e il telelavoro sono utili strumenti per lavorare da casa, ma che purtroppo aumentano la sedentarietà, favorendo l’aumento di peso corporeo: se questo avviene, bisogna analizzare criticamente sia l’alimentazione che l’attività fisica abituali, e soprattutto il periodo di obbligo domiciliare non ne va considerato come causa inevitabile.

Essere attenti al proprio peso corporeo significa osservare un’alimentazione saggia e razionale, che non rinuncia alla piacevolezza di sapori vari e gradevoli.

Un risultato soddisfacente è garantito dalla somma di tante piccole e costanti attenzioni: non avere in casa prodotti pronti per il consumo (come lo sono gli alimenti a elevata densità energetica), non assaggiare durante la preparazione dei pasti, portare a tavola solamente ciò che si vuol mangiare ecc… Taluni accorgimenti nella preparazione del cibo tutelano dagli eccessi senza nulla togliere al gusto.

Vanno riconsiderati alcuni pregiudizi diffusi: diminuire i grassi non significa necessariamente ridurre sapore e gradevolezza. Ad esempio, nei dolci burro e margarina possono essere sostituiti dallo yogurt, le torte possono essere farcite con frutta fresca, le crostate di frutta vanno preferite alle torte ripiene.

Un’attenzione particolare deve essere dedicata alle modalità di cottura: i condimenti vanno usati in modo ragionevole e per quanto necessari, possono essere utilizzate pentole a pressione e padelle antiaderenti ecc.

Fra gli spuntini deve essere incoraggiato il consumo di spremute di frutta, frutta fresca (banane, pesche, carote ecc.), alcune preparazioni di verdura. Frutta anche a colazione: l’occasione di stare a casa e di non essere pressati da impegni mattutini è ideale per imparare a fare una buona colazione che contribuisca in maniera significativa ad aumentare gli apporti di minerali e vitamine utili per la protezione delle infezioni.

Per quanto riguarda l’infanzia, è fondamentale l’esempio offerto dai genitori; approfittate di questo momento per coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti ed aumentare la varietà dell’alimentazione. Il cibo deve essere sempre presentato in modo attraente e gradevole con l’offerta della massima varietà possibile di cibi e di preparazioni in termini di odore, sapore, colore e temperatura.

Lisa Sequi

TORNA AL TESTO PRINCIPALE

Cosa metto nel carrello?

Dopo ore di fila per entrare in un supermercato (con il timore che chi ci ha preceduti abbia fatto razzia di prodotti!), fare la spesa potrebbe essere un ulteriore motivo di ansia. Ben vengano, anche in questo caso, i suggerimenti del Ministero della Salute, che ha il compito/impegno di pensare al nostro benessere.

Dal Ministero un interessante articolo su come fare la spesa ai tempi del Covid-19, rispettando le corrette prassi di igiene alimentare.

E sempre dal Ministero della Salute, questa volta in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi (FIC), nell’ambito di un protocollo di intesa fra loro sottoscritto, sono stati realizzati due video: uno, per fornire ai cittadini consigli sugli alimenti da acquistare per fare una spesa intelligente, bilanciata, che duri almeno una settimana , l’altro con le indicazioni su come comportarsi al ritorno a casa per rispettare le principali regole di sicurezza alimentare.

Anche l’Istituto Superiore di Sanità si è impegnato a informare sulla corretta gestione degli alimenti, realizzando un poster in cui fornisce ai cittadini indicazioni su come manipolare gli alimenti, come lavarli, quali dispositivi di protezione sono obbligatori nei supermercati e quali misure igieniche devono essere rispettate da chiunque manipola il cibo.

Riguardo la possibile presenza del virus sulle superfici delle confezioni dei prodotti, l’ISS nel poster informa che sulle superfici il virus può sopravvivere da qualche ora a qualche giorno se queste non vengono pulite o disinfettate o non sono esposte a sole e pioggia, ma anche che il virus è molto sensibile ai disinfettanti a base di cloro e alcol.

L’Istituto ricorda infine che il nuovo coronavirus si trasmette attraverso le goccioline (droplet) o per contatto attraverso le mani, quindi la cosa fondamentale è rispettare le norme igieniche di corretto lavaggio delle mani e mantenere il distanziamento sociale di almeno 1 metro dalle persone.

Lisa Sequi

TORNA AL TESTO PRINCIPALE

La parola ad AIRC

In questo periodo di difficoltà non potevano mancare i preziosi consigli di AIRC – Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, per una sana alimentazione restando a casa.

In uno scenario in continua evoluzione, è normale anche chiedersi se sia necessario modificare la propria alimentazione o se alcuni composti presenti negli alimenti possano aiutare a prevenire il contagio da Covid-19. Ecco in sintesi i consigli di AIRC sull’alimentazione stando a casa.

 

Frutta e verdura: non dovrebbero mai mancare nei pasti principali della giornata, più verdura che frutta. Si suggerisce di consumare circa 5 porzioni di vegetali freschi, possibilmente di diversi colori. Si possono sfruttare questi giorni in casa per mettersi alla prova in cucina, provando nuove ricette. La verdura per esempio può essere usata non solo come un contorno, ma anche come un ingrediente per la preparazione di condimenti per la pasta o i cereali in chicco. Frutta e verdure, inoltre, possono essere degli ottimi spezza fame, da proporre anche ai più piccoli come merenda di metà mattina o pomeriggio.

 

Fonti di proteine: la raccomandazione principale è alternare proteine animali e vegetali, preferendo quando possibile le seconde. Si possono mettere in ammollo i legumi secchi la sera precedente, bollirli durante la mattina seguente e utilizzarli per il pranzo. Se ne possono cuocere quantità più abbondanti, e utilizzare i legumi anche per tortini, salse e burger vegetali, molto apprezzati dai bambini. Se non si ha la possibilità di acquistare pesce fresco, quello surgelato è una valida alternativa. Non è giustificato, invece, fare grandi scorte di carne, sia fresca sia lavorata. Le più recenti evidenze invitano a farne un consumo limitato, in particolare di quella rossa, e a ridurre al minimo quella lavorata, come salumi e insaccati. In una settimana, la carne rossa andrebbe consumata non più di due volte.

 

Carboidrati complessi: non solo pasta e pane. Avere del tempo a disposizione in più per cucinare permette di preparare alimenti che spesso sono poco consumati, per esempio i cereali in chicco. Farro, orzo e avena possono essere ingredienti ideali per preparare primi piatti, zuppe o insalate fredde. Si possono acquistare diversi tipi di farina, preferibilmente integrali, e divertirsi in famiglia a realizzare pane o diversi formati di pasta, un piacevole e gustoso passa tempo.

 

Zuccheri semplici, da limitare: non c’è ragione di mangiare più del solito dolciumi, snack, merendine, biscotti e altri prodotti con una quantità di zuccheri elevata, soprattutto in un periodo di sedentarietà. Un eccesso di zuccheri può portare a un aumento del peso corporeo, favorendo sovrappeso e obesità, con conseguente incremento del rischio di numerose malattie croniche.

Non è vietato concedersi dei piccoli piaceri, l’importante è non esagerare. Si può anche sfruttare il tempo a disposizione a casa per allenarsi a leggere le etichette degli alimenti, un importante passo per acquisire consapevolezza di ciò che si mangia.

L’articolo completo AIRC offre anche suggerimenti di ricette carine con cui mettersi alla prova!

Lisa Sequi

TORNA ALL’ARTICOLO PRINCIPALE