Ma quanto saranno buoni questi frutti carnosi e tondeggianti, con la loro buccia talvolta vellutata talvolta liscia, quasi fosse una piccola scultura marmorea che le abili mani di un artista hanno prima levigato, e poi delicatamente colorato in luminose sfumature cangianti dal giallo pallido fino al rosso intenso. Sembra poesia, per come è gustosa nella polpa, succulenta e dal sapore zuccherino più o meno acidulo, a seconda della varietà.
E di varietà la pesca – perché è di questa regina estiva che stiamo parlando! – ne ha davvero tante, troppe per citarle tutte così ci limitiamo a ricordare che è uno dei frutti più prelibati dell’estate, una vera e propria goduria che, generosamente, si presta anche ad essere lavorata per la conservazione: sciroppata, in confettura, succo, gelatina, è da lavorare per la stagione meno propizia, durante la quale continuerà a darci bontà e preziosi nutrimenti.
La pesca matura da maggio a settembre (sempre in funzione della varietà, ma anche della località in cui cresce), però la pianta offre il massimo della bellezza durante la fioritura: pennellate di fiorellini rosa pastello, accoccolati fitti fitti sui rami, portano l’annuncio che l’inverno è passato, che possiamo tornare a guardare la vita nella sua pienezza, con la gioia del colore e del sapore che con l’estate arriva a toccare il culmine.
Ecco, la pesca è un’apoteosi estiva, una dolcezza di stagione che porta ristoro fino all’ultimo muscolo del nostro corpo: è infatti un frutto rinfrescante, composto di zuccheri assimilabili e vitamine, ricco di acqua e quindi benefico. È sufficiente sbucciarla (alcuni la mangiano anche con la buccia vellutata, questione di gusti) per trovarla già fantastica. Ma se decidete di concedervi uno sfizio, provate a tagliarla a pezzi in un bicchiere e poi metterci un po’ di vino fresco, volendo anche un po’ di menta e voilà… pronto subito un ottimo dessert!

Protagonista è Imi, ragazzo ungherese cresciuto in un orfanotrofio con il gran sogno di trasferirsi a Londra, non appena gli fosse stato possibile. Sogno che realizza al compimento della maggiore età, quando parte per la sua avventura, mantenendo però un costante legame con il suo mondo fatto di piccole, ma significanti cose. La breve esperienza che Imi vivrà a Londra, impreziosita dalla presenza di personaggi centrali nella sua vicenda, è di quelle a lieto fine, come ci piacerebbe che potesse più spesso accadere nella realtà. Ma l’insegnamento che si trae dalla sua lettura va oltre la singola storia personale.

Nel 2016 ha curato l’incontro pubblico con il fotografo Luca Bracali presso la Fabbrica delle emozioni di Pistoia, dal tema “Solidarietà ed ecologia”, con la collaborazione dell’Ente Camposampiero di Pistoia. Il GFF ha inoltre, negli anni, curato mostre fotografiche dei propri soci su varie tematiche sociali e culturali. Si ricordano le mostre tenute presso la Circoscrizione 2 del Comune di Pistoia, la mostra sul Carbonaio di Baggio, presso il Museo Marino Marini e la mostra “Gli Alberi – Amici silenziosi dell’uomo” presso il chiostro del Tribunale di Pistoia. Nel 2016 ha curato la mostra fotografica “Associazione Camposampiero, 70 anni di vita”, attraverso immagini di archivio dell’ente e del quartiere Fornaci di Pistoia e nel 2017 ha realizzato un video per le attività dell’agricoltura sociale della Camposampiero.
Per questo Voglia di vivere sta già lavorando con impegno all’organizzazione della 5° edizione della Camminata in città, in calendario per il prossimo 7 ottobre: non vuole, infatti, deludere le aspettative dell’allegro sciame rosa che ha animato le vie cittadine durante i precedenti appuntamenti con la Camminata. Noi volontarie siamo certe che le sorprese in serbo per le amiche di Voglia di vivere saranno più che gradite: abbiamo ampliato il

Breve, intenso da togliere il fiato. Da leggerlo, tutto d’un fiato. Con lo stesso vigore con cui si combatte una battaglia importante, dal cui esito dipende la nostra vita. È in questi termini che ho apprezzato il libro “L’ablazione”, un vero e proprio inno ai sentimenti umani, una sinfonia di emozioni che nascono dal dolore più acuto, quello che scombina l’anima mettendola a nudo, in tutti i suoi limiti: carnali e spirituali.


