In ogni magia che si rispetti, per farla scaturire serve una formula evocativa, da pronunciare per richiamare l’incantesimo. Perciò… xocoati! Ecco la parola magica che fa sprigionare una polvere sopraffina, delizia che prima rapisce l’olfatto e il palato, per poi diffondersi in piacevolezza percepita da tutti i sensi.
Polvere magica che si ottiene dalla pianta del cacao, cui il Linneo dette il nome di Thobroma, ovvero alimento degli dei, tanto era buono: cibo per pochi, come in effetti fu dopo che il condottiero Fernando Cortés ai primi decenni del 1500 lo portò nella vecchia Europa, a bordo dei sui galeoni.
Le civiltà Precolombiane da sempre ne conoscevano il gusto e le proprietà: sono infatti state rinvenute tracce di xocoati – la bevanda amara dei Maya e degli Atzechi, preparata appunto con la polvere del cacao – in vasi di ceramica databili intorno al 600 a.C., ritrovati in alcune tombe della città di Colha, nel Belize settentrionale. Questi antichi popoli lavoravano i semi della Theobroma cacao, un albero alto dai 6 agli 8 metri, con grandi foglie e fiori di colore rosso che spiccano ovunque, non solo sui rami ma anche direttamente sul tronco.
I frutti – ovvero i baccelli che contengono i semi – sono divisi in 5 “spicchi” contenenti una polpa in cui sono alloggiati i semi, generalmente in numero di 25-40, essiccati dopo la raccolta per estrarne la preziosa polvere che, opportunamente lavorata, diventa il cioccolato.
Amato ma anche demonizzato, sotto un profilo nutrizionale il cioccolato sta recuperando terreno grazie alle proprietà che ne fanno un alimento con effetti positivi sullo stato d’animo e sul sistema cardiovascolare: è ricchissimo di polifenoli, i potenti antiossidanti in grado rallentare i processi di degenerazione cellulare.
Magari bisogna avere l’accortezza di… non esagerare, perché accanto ai nutrimenti buoni come lui, dà anche un apporto calorico molto elevato in termini di grassi e zuccheri: però, mescolando il cioccolato a un pizzico di buon senso, riusciremo a consumarlo con parsimonia, senza rinunciare al piacere. Prendiamone quel tanto che basta per ricaricare corpo e spirito.

Questo avviene non solo per le attività ambulatoriali – di prevenzione e di supporto alla cura per le pazienti oncologiche – ma anche strategie diversificate che stimolano il benessere a tutto tondo: fra le tante novità, nel 2025 una ha trovato un gradimento molto consistente, progetto realizzato grazie al contributo di Think Pink Italy ETS–Susan G. Komen Italia APS, è il corso con
Siamo sinceramente molto orgogliose dell’attenzione che il nostro libro sta suscitando, in attesa di essere presentato ufficialmente il 20 aprile 2023 alla Biblioteca San Giorgio: Sala Manzini ore 15,30
Il primo passo fu il 
Così accade che Voglia di Vivere accetti l’invito rivoltole dalla Associazione La Fenice di Ponte Buggianese, e domenica scorsa [16 giugno 2024] le volontarie sono state invitate alla presentazione del libro “
È un forte senso di amore alla vita quello che molte persone fanno percepire anche “dopo”: così è per Elisabetta Teresa Gozzoli, che lo scorso 29 maggio ha salutato questa vita, lasciando però un segno significativo del suo passaggio, lasciando un messaggio che sa dare forza, nonostante la difficoltà.
Ricordarla è stato un successo: il passaparola fra le scuole di danza ha portato rapidamente alla vendita di tutti i biglietti di ingresso, assicurando non solo un supporto ai servizi che Voglia di Vivere offre alle pazienti oncologiche, ma anche aggiungendo un tassello significativo nel promuovere la cultura della prevenzione, che come dimostra la diagnosi precoce favorisce la guarigione.
Il Presidente Giuliano Bruni ha accettato il nostro invito per partecipare alle attività del Villaggio dove insieme con Alessandra Chirimischi riproporrà – a distanza di circa un anno dalla loro pubblicazione – i risultati della ricerca “Dire, fare, donare: la cultura del dono come percezione e prospettiva di coscienza civica”, condotta da Unipop in collaborazione con il dipartimento toscano di ANS-Associazione Nazionale Sociologi, che ha sede a Pistoia. Proprio nella giornata del dono ha ritenuto opportuno riportare l’attenzione su un lavoro che ha coinvolto alcune fra le principali associazioni di volontariato, per comprendere la nuova realtà intorno a questo argomento (se vuoi, scarica
Per farlo la fantasia non manca, sorretta dalla consapevolezza di ciò che comporta tenere testa al cancro e ripartire dopo che è passato: perciò tante sono le forme prese dalla solidarietà, Voglia di Vivere ne è testimonianza, e con lei tante altre associazioni insieme alle quali si attiva, perché… quanto meglio siamo organizzate, tanto più possiamo essere efficaci.

