È da una storia di amicizia che inizia la storia di Voglia di Vivere: la cominciarono due donne speciali, Paola Chiti e Daniela Lenzini che si trovarono a condividere una stessa realtà, pesante ma alleviata proprio dalla loro confidenza.
Compresero che la mano tesa da una relazione affettiva poteva rendere più efficace qualunque azione di cura necessaria riportare ordine, pace, ben-essere al proprio corpo. A loro si unirono altre persone, che avevano vissuto la malattia sulla propria pelle o che l’avessero fatto stando loro vicine: per esempio Marta Porta, per molti anni Presidente dell’associazione e ancora oggi ben presente.
Le amiche compresero anche che per meglio mettere in pratica la loro idea, sarebbe servita una realtà capace di diventare collante dei valori che riconobbero come essenziali: il senso di solidarietà e che l’incontrarsi fra donne ammalate, in particolare quelle più giovani, aveva aperto una finestra sulla situazione locale agli operatori sanitari, medici e fisioterapiste, facendo prendere migliore consapevolezza circa la mancanza di sensibilizzazione verso la malattia – peraltro molto seria –, lacuna che veniva sia da parte delle donne, sia – e non da meno – da parte dei medici di famiglia sulla prevenzione, le cure, la riabilitazione.
Per questo, forti anche delle intenzioni condivise dai sanitari che le affiancavano nel percorso clinico, decisero che per meglio assolvere a questo scopo serviva una realtà capace di diventare collante di valori importanti, componenti il senso di solidarietà che la neonata associazione avrebbe coltivato, ampliato e consolidato nel corso del tempo, sapendola adeguatamente aggiornare secondo nuove esigenze e opportunità cliniche.
Se vuoi approfondire la nostra storia leggi il Bilancio sociale 1989-2008

